Il vice ministro Cirielli a Siviglia per la IV Conferenza Internazionale sul finanziamento allo sviluppo

02.07.2025 16:46
Il vice ministro Cirielli a Siviglia per la IV Conferenza Internazionale sul finanziamento allo sviluppo

Siviglia: La Quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento dello Sviluppo

SIVIGLIA – Il vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, ha presieduto a Siviglia una delegazione italiana che ha preso parte alla Quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento dello Sviluppo (FfD4), evento centrale dell’agenda ONU per il 2025, dedicato agli strumenti finanziari per facilitare iniziative di cooperazione. La rappresentanza comprendeva, oltre a funzionari della Farnesina, anche membri del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’AICS e della Cassa Depositi e Prestiti.

Durante la conferenza, il vice ministro Cirielli ha preso parte a un evento collaterale incentrato sulla “Call to Action italiana”, un’iniziativa progettata per garantire formazione e assistenza tecnica per i progetti di cooperazione, avvalendosi anche dell’impegno della CDP in questo ambito nei paesi partner. La Call to Action si basa su un’iniziativa d’eccellenza avviata in collaborazione con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione di Caserta (SNA), volto a formare dirigenti di alto livello nei paesi partner della cooperazione italiana in Africa, in linea con il Piano Mattei.

“Pur essendo essenziale incrementare le risorse destinate agli aiuti allo sviluppo, come l’Italia ha già fatto nel 2024, è fondamentale anche migliorare la qualità e l’impatto sistemico delle risorse pubbliche. Questo per garantire una gestione del debito più efficace, una mobilitazione interna più incisiva e una capacità di attrarre investimenti sostenibili potenziata”, ha affermato Cirielli.

Il vice ministro ha inoltre evidenziato l’importanza dell’iniziativa italiana riguardante il debito in Africa, annunciata dal Presidente del Consiglio Meloni. Ha segnalato che nei prossimi dieci anni, il 100% del debito dei paesi africani meno sviluppati e il 50% del debito dei paesi a reddito basso e medio saranno trasformati in strumenti di sviluppo, in linea con le strategie dei partner africani interessati alle iniziative della nostra Cooperazione, riporta Attuale.

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