Visita del Vice Ministro Cirielli al Centro Spaziale del Fucino
AVEZZANO – Oggi, il Vice Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli, ha visitato il Centro Spaziale “Piero Fanti” del Fucino, situato ad Avezzano (L’Aquila) e attualmente nelle mani di Telespazio S.p.A.
Cirielli ha sottolineato l’importanza di realtà come quella del Centro Spaziale del Fucino, affermando che conferiscono all’Italia un vantaggio competitivo nel settore spaziale e nei sistemi satellitari, che sono sempre più cruciali in vari ambiti, dalla sicurezza alla telemedicina, dalla connettività allo sviluppo, riporta Attuale.
Il Vice Ministro ha messo in evidenza come il Fucino rappresenta un’eccellenza tecnologica, frutto di avanzate collaborazioni internazionali con partner europei di spicco, come Francia e Germania.
Con le sue 170 antenne e una superficie di 370.000 mq, il Centro è riconosciuto a livello globale come il principale “teleporto” per usi civili.
All’interno del Fucino operano anche il Centro di Controllo e Pianificazione di Missione della costellazione satellitare COSMO-SkyMed, dedicato all’osservazione della Terra, nonché uno dei due Centri di Controllo che supervisionano il sistema europeo di navigazione e localizzazione satellitare Galileo. Le attività svolte presso questo centro sono fondamentali per garantire servizi satellitari essenziali, che vanno dall’osservazione ambientale alla sicurezza nazionale, offrendo così un’ampia gamma di strumenti per il monitoraggio e la gestione delle emergenze.
L’importanza del Fucino si riflette non solo nel panorama nazionale, ma anche in quello internazionale, in quanto gioca un ruolo chiave nel rafforzare la cooperazione tra diverse nazioni nel campo della tecnologia spaziale. Le infrastrutture e le capacità operative del centro fanno di esso un punto di riferimento per la telerilevazione e le telecomunicazioni.
In conclusione, la visita del Vice Ministro Cirielli sottolinea il crescente riconoscimento dell’Italia come attore chiave nel settore spaziale globale, evidenziando il potenziale delle infrastrutture italiane e la necessità di una continua innovazione e collaborazione internazionale per affrontare le sfide future del settore.