Il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana: “Il referendum segna un’importante vittoria per la democrazia”

25.03.2026 17:35
Il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana: “Il referendum segna un’importante vittoria per la democrazia”

Il Vescovo Savino Commenta il Referendum Costituzionale: Un Segnale di Vitalità per la Democrazia Italiana

Roma, 25 marzo 2026 – Il vescovo di Cassano allo Jonio, Francesco Savino, 71 anni, accoglie con favore il record di affluenza alle urne, evidenziando che era in gioco “una forma della nostra vita democratica”. Pur non volendo essere coinvolto in polemiche, Savino sottolinea come il risultato del referendum rappresenti “una boccata d’ossigeno per la democrazia”, riporta Attuale.

Con quasi il 60% di affluenza, il vescovo si esprime sulla recente tornata elettorale, considerandola un segnale di serietà civile. “Quando si toccano gli equilibri della Costituzione, il Paese avverte che non è in gioco un dettaglio tecnico, ma una forma della nostra vita democratica. Per questo molti cittadini hanno sentito il dovere di pronunciarsi”, dichiara Savino.

Riflettendo sull’importanza della partecipazione, Savino afferma: “Sì, nella misura in cui ogni partecipazione consapevole ridà respiro alla democrazia. Non perché un esito valga più di un altro in sé, ma perché il voto, quando è libero e responsabile, restituisce dignità allo spazio pubblico”. La maggioranza degli italiani ha respinto la riforma costituzionale proposta, sottolineando l’importanza della Carta Costituzionale. “Credo di sì. Questo voto mi pare dica che la Costituzione continua a essere percepita come un bene comune da custodire con rispetto e non come materia da trattare con leggerezza”, spiega il vescovo.

Savino mette in evidenza che le riforme sono legittime ma devono essere accompagnate da misura, chiarezza e condivisione: “Le riforme sono legittime, ma, proprio perché legittime, chiedono misura, chiarezza e larga condivisione”. Rispondendo alle accuse ricevute riguardo il suo supporto per il No, Savino afferma che la situazione ha rilevato la fragilità del dibattito pubblico: “Più che farmi male, mi ha confermato quanto oggi sia fragile il clima del confronto pubblico. Ho ritenuto giusto fare un passo indietro per non aggiungere ulteriore brusio al confronto pubblico”.

Il vescovo chiarisce anche il suo ruolo, sottolineando che non deve suggerire un’opzione di voto, ma richiamare a criteri di responsabilità e tutela del bene comune: “Non è chiamato a suggerire un’opzione di voto, questo sì, ma a richiamare criteri di responsabilità, sobrietà istituzionale e tutela del bene comune”. Riguardo alla polemica sollevata, Savino rifiuta di usare categorie polemiche, sottolineando l’importanza di un linguaggio ecclesiale libero da appartenenze politiche: “Non userei categorie polemiche, né mi affiderei a confronti retrospettivi tra stagioni diverse. Ogni tempo ha le sue prove. Oggi, per quanto mi riguarda, conta custodire un linguaggio ecclesiale libero da appartenenze di schieramento e capace di servire tutti, senza confondere il discernimento morale con la contesa politica”.

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