La fine della globalizzazione: un ritorno ai confini e alla divisione
Roma, 3 marzo 2026 – Il mondo globale ha vissuto un epilogo, con i confini che si sono trasformati in veri e propri fossati. I muri ricostituiti, che si credeva avessero perso il loro significato, non offrono più protezione. L’era di calma, caratterizzata da una sensazione di libertà, è finita nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino, segnando la dissoluzione del mondo diviso in blocchi. Con l’ideologia della globalizzazione e l’avvento di Internet, si era pensato che le frontiere economiche fossero ormai superate. Negli anni di Schengen, la libertà di movimento tra cittadini e merci nel Vecchio Continente sembrava un’utopia realizzata, riporta Attuale.
Tuttavia, con l’11 settembre 2001 è emerso un nuovo ordine mondiale. La paura ha ripreso piede e i confini sono stati riattivati. Gli Stati Uniti, in risposta al terrorismo che non riconosce distinzioni, sono intervenuti militarmente in Afghanistan e Iraq, provocando scompiglio nella regione. Queste guerre hanno portato alla caduta di regimi e alzato nuovi muri contro le ondate migratorie originate dalle crisi nei paesi arabi.
Dall’altro lato dell’Atlantico, il protezionismo si è fatto strada, destinato a limitare l’accesso di milioni di migranti. Le politiche sovraniste hanno guadagnato terreno mentre l’idea di un’Europa unita perdeva attrattiva, manifestandosi nel 2025 come l’anno dei dazi e del crescente scetticismo verso la globalizzazione.
I muri, una volta considerati solo una metafora, sono divenuti reali. Dallo schema di deterrenza fisica di Viktor Orbán a Israele, fino ai diversi presidenti americani che hanno sostenuto la costruzione di barriere lungo il confine messicano, la risposta alla crescente crisi migratoria ha assunto forme diversificate. I confini sono diventati filtri che ostacolano il movimento di persone e merci, piuttosto che fornirne sicurezza. Missili, droni e attacchi aerei superano facilmente queste barriere, facendo emergere l’inefficienza dei muri nel garantire la protezione.
In un mondo in cui la forza ha preso il sopravvento sulla giustizia, la sicurezza è diventata illusoria. Nessuno, nemmeno chi si sente al sicuro, può dirsi veramente protetto. La storia ci ha dimostrato che dall’assenza di confini non deriva necessariamente la pace, ma piuttosto una competizione implacabile tra le potenze.