Rinviato l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur
Giovedì, al termine del Consiglio Europeo, è stata decisa la proroga dell’accordo di libero scambio con il Mercosur, il blocco commerciale sudamericano composto da Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay, che verrà rivisto a gennaio, riporta Attuale.
Questo accordo, che discute da oltre vent’anni, è di cruciale importanza economica e politica, ma ha suscitato forti opposizioni da diversi Stati europei, inclusi Francia e Italia, preoccupati per le possibili ripercussioni sui settori agricoli nazionali. In risposta a tali preoccupazioni, giovedì migliaia di agricoltori hanno protestato a Bruxelles, manifestando il loro dissenso con i trattori.
Il rinvio dell’accordo è stato influenzato da una telefonata tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Meloni ha assicurato a Lula che l’accordo verrà firmato a gennaio, mentre si impegna a garantire agli agricoltori italiani che non subiranno danni dalla concorrenza esterna.
La conversazione ha apparentemente attutito le tensioni nel Sud America, dove i paesi erano frustrati dall’assenza di progressi nonostante l’accordo fosse stato sottoscritto un anno fa, in attesa tuttavia del voto favorevole del Consiglio Europeo.
Durante la giornata, Lula aveva avvertito che, qualora non si fosse giunti a un voto, il Brasile si sarebbe ritirato dalla negoziazione, ma dopo il colloquio con Meloni ha assunto una posizione più conciliatoria, promettendo di lavorare in sinergia per raggiungere un accordo. Ha dichiarato che Meloni ha chiesto tra una settimana e un mese di tempo per convincere gli agricoltori della necessità di procedere con l’intesa.
Il governo italiano ha ufficialmente comunicato che è pronto a firmare l’accordo, a condizione che vengano fornite risposte adeguate agli agricoltori, le quali dovranno essere decise in tempi brevi dalla Commissione Europea.
Stando a quanto riportato dall’Associated Press, la proposta di rinvio è stata mediata dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, dal presidente del Consiglio Europeo, António Costa, e dalla stessa Meloni, con l’intesa che l’Italia esprima un voto favorevole a gennaio.
Tuttavia, non ci sono notizie riguardo a cambiamenti nella posizione di voto della Francia, che rimane il principale oppositore dell’accordo.
Nel sistema di voto dell’Unione Europea, sia Italia che Francia rivestono un ruolo cruciale. Per l’accordo è necessaria l’approvazione a maggioranza qualificata, con almeno 15 Stati membri che rappresentino il 65% della popolazione europea. È fondamentale anche evitare la formazione di una “minoranza di blocco” di paesi contrari che rappresentino almeno il 35% della popolazione europea.
I paesi del Mercosur considerano l’accordo vantaggioso, sebbene comporti delle preoccupazioni per i produttori europei, che temono una concorrenza sleale, in particolare nel settore della carne, a causa dei prezzi più competitivi praticati dai produttori sudamericani.
L’Unione Europea, dal canto suo, cerca di ottenere un accesso privilegiato a un mercato potenzialmente vasto, favorendo le esportazioni di prodotti soggetti a elevati dazi doganali e garantendo l’approvvigionamento di materie prime strategiche come il litio. Inoltre, dal punto di vista politico, l’accordo sarebbe un rafforzamento delle relazioni diplomatiche tra l’Europa e il Sud America, in un contesto di crescente influenza cinese nella regione.
Recentemente, l’Unione Europea ha approvato alcune clausole di salvaguardia per cercare di rispondere alle istanze italiane e francesi, ma resta incerta l’efficacia di tali misure nel placare le opposizioni.