Monza, 13 aprile 2026 – La giustizia ungherese ha praticamente messo la parola fine al caso che coinvolge Ilaria Salis, l’eurodeputata italiana di Alleanza Verdi Sinistra, accusata di aver partecipato a due aggressioni nei confronti di un attivista di estrema destra e di un altro individuo scambiato per un neonazista a causa del suo abbigliamento, riporta Attuale.
La decisione
La stessa Salis ha annunciato la chiusura del processo durante un intervento in un programma radiofonico di Rai. “Posso rivelare che la settimana scorsa mi è arrivata una comunicazione dal tribunale ungherese in cui si afferma che il processo penale a mio carico è terminato, quindi, possiamo dire che è più che sospeso. In teoria potrebbe riaprirlo, ma solo partendo da zero”, ha dichiarato Salis, ospite di “Un giorno da pecora”, dove è stata interrogata dai conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli.
Con questa decisione, sembrerebbe scongiurato qualsiasi rischio di condanna per l’attivista antifascista brianzola, eletta a Strasburgo grazie a una campagna a sua difesa. Tuttavia, Salis potrebbe affrontare nuovamente accuse solo in un caso. “Il mio avvocato – ha aggiunto sempre in radio – mi ha spiegato che si potrebbe riaprire il processo, ma a partire da zero”.
La motivazione
Il cambiamento di direzione del tribunale ungherese è legato alla decisione dell’europarlamento, che ha confermato – con un solo voto di scarto – l’immunità di Salis nell’ottobre scorso. Nonostante lo scambio di documenti tra le istituzioni abbia richiesto “tempi un po’ lunghi”, i giudici ungheresi hanno chiuso il procedimento una volta ricevuta la comunicazione.
Con l’eventuale cambiamento del clima politico a Budapest, in seguito alla sconfitta di Orban alle elezioni politiche, appare improbabile che il tribunale decida di riaprire il caso contro l’esponente di Avs, sebbene nulla possa essere ancora escluso.