In Cile Jara e Kast al ballottaggio per la presidenza, il voto si terrà il 14 dicembre

17.11.2025 07:45
In Cile Jara e Kast al ballottaggio per la presidenza, il voto si terrà il 14 dicembre

Ballottaggio presidenziale in Cile: Jara e Kast si sfidano il 14 dicembre

Il ballottaggio per le elezioni presidenziali in Cile vede come protagonisti Jeannette Jara e Antonio Kast. Jara, sostenuta dal governo di sinistra e membro del Partito Comunista, ha conquistato il 26,8% dei voti. Kast, del Partito Repubblicano di estrema destra, ha ottenuto il 23,9%. Le elezioni di secondo turno si terranno il prossimo 14 dicembre, e Kast appare il favorito, avendo ricevuto il supporto di altri candidati di destra, mentre Jara rappresenta un’unica voce a sinistra, riporta Attuale.

Kast è noto per le sue posizioni ultra-conservatrici e il suo sostegno alla dittatura di Augusto Pinochet, avvicinandosi politicamente al presidente di El Salvador, Nayib Bukele, il cui approccio nei confronti della criminalità è caratterizzato da misure dure e incarcerazioni di massa. Al contrario, Jara adotta una posizione più moderata e prevede di lasciare il Partito Comunista per presentarsi come una candidata più trasversale, qualora dovesse vincere il primo turno.

Nonostante il suo primo posto, Jara ha ottenuto un consenso inferiore alla popolarità mantenuta dal presidente in carica, Gabriel Boric, il quale ha mantenuto un gradimento attorno al 30% nei suoi primi tre anni di governo. Negli ultimi tempi, Boric ha visto calare la sua popolarità e il suo mandato quadriennale scadrà tra pochi mesi. Jara ha ricoperto il ruolo di ministra del Lavoro fino ad aprile e ha cercato di contrastare le narrazioni allarmistiche delle destre sulla sicurezza, sostenendo le misure economiche approvate dal governo, come l’aumento del salario minimo e la riduzione dell’orario lavorativo, ma con scarso successo.

Tra i numerosi candidati di destra alle elezioni, Franco Parisi, un economista a capo di un partito populista, ha sorpreso conquistando il 19,7% dei voti, superando Johannes Kaiser del Partito Nazionale Libertario, che ha ottenuto il 13,9%, e Evelyn Matthei della tradizionale destra “Chile Vamos” con il 12,5%.

Le elezioni di domenica sono state particolarmente significative, essendo la prima volta in cui il voto era obbligatorio per gli elettori, in base a una legge del 2022, con multe tra i 30 e i 100 euro per chi non si presentava. Più di 13,4 milioni di elettori, su quasi 16 milioni aventi diritto, hanno partecipato, ossia circa l’85%. La sicurezza è stata il tema centrale della campagna; sebbene il Cile sia generalmente più sicuro rispetto ad altri paesi della regione, la percezione della criminalità rimane alta, favorendo le proposte radicali della destra.

Insieme alle elezioni presidenziali, gli elettori hanno rinnovato l’intera Camera dei Deputati (155 membri) e metà del Senato (25 senatori). La coalizione di sinistra che sostiene il governo, Unidad por Chile, ha eletto 61 deputati e 11 senatori, mentre la destra, riunita nella coalizione Cambio por Chile, ha eletto 42 deputati e 6 senatori.

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