In Costa Rica la sicurezza domina il dibattito elettorale in vista delle presidenziali

01.02.2026 11:35
In Costa Rica la sicurezza domina il dibattito elettorale in vista delle presidenziali

Presidenziali in Costa Rica: la sicurezza al centro del dibattito elettorale

Domenica si vota in Costa Rica per rinnovare il presidente e tutti i 57 membri del parlamento unicamerale. La campagna elettorale si è incentrata principalmente sulla sicurezza, poiché il paese, fino a pochi anni fa considerato uno tra i più sicuri d’America Latina, sta affrontando un incremento del tasso di omicidi, avvicinandosi a figure preoccupanti di altre nazioni con alti livelli di criminalità, come Brasile e Messico, riporta Attuale.

Negli ultimi quattro anni, il governo del presidente Rodrigo Chaves non ha raggiunto risultati soddisfacenti in termini di sicurezza, ma grazie a una retorica populista è riuscito a concludere il mandato con un alto tasso di approvazione, pari al 60%. Chaves, però, non può ricandidarsi immediatamente, in quanto la Costituzione vieta i mandati consecutivi.

Nel contesto delle elezioni, la favorita è Laura Fernández, del Partito del popolo sovrano (destra). Ex ministra di Chaves, si presenta come continuatrice della sua politica. I sondaggi la danno tra il 40 e il 46% dei consensi, valori sufficienti per vincere al primo turno, dato che la soglia minima per evitare il ballottaggio è proprio il 40%.

Seguono a distanza il socialdemocratico Álvaro Ramos, con percentuali tra il 6 e il 12%, e Claudia Dobles della Coalizione Agenda Cittadina di centro-sinistra, che potrebbe ottenere tra il 5 e l’11%. Anche per le elezioni parlamentari, il partito di Fernández è dato come favorito, ma non è certo che possa ottenere la maggioranza assoluta.

Il Costa Rica, noto per aver dismesso le proprie forze militari dopo la guerra civile del 1948, ha investito prevalentemente nella prevenzione della criminalità attraverso programmi sociali e di istruzione. Tuttavia, negli ultimi anni la situazione è cambiata: da semplice punto di transito, è diventato un centro logistico cruciale per i cartelli, aumentando la sua importanza nelle rotte della droga verso Europa e Stati Uniti. Questo ha comportato un radicamento dei cartelli e la creazione di bande locali, prima assenti nel paese.

Di conseguenza, la violenza è aumentata: nel 2015, il tasso di omicidi era di circa 11 ogni 100.000 abitanti; nel 2025, questo è salito a quasi 17. Il 70% degli omicidi avviene nei contesti del narcotraffico e lontano dalle principali rotte turistiche, fondamentali per l’economia del Costa Rica. L’espansione della criminalità organizzata ha colpito particolarmente le fasce più povere della popolazione, rendendo il tema della sicurezza sempre più centrale, con il 45% dei costaricani che considera la sicurezza come priorità per il futuro governo.

Quando Chaves è stato eletto nel 2022, inizialmente ha minimizzato l’emergenza sicurezza, attribuendo la questione a un’esagerazione della stampa. Tuttavia, ha successivamente adottato una retorica più populista, elogiando le pratiche repressive del presidente di El Salvador, Nayib Bukele. A gennaio ha inaugurato la costruzione di una maxi-prigione ispirata a quella di El Salvador, nota per condizioni critiche e abusi frequenti.

Anche Fernández ha espresso l’intenzione di seguire il modello di Bukele, suggerendo di instaurare uno stato di emergenza per adottare misure speciali contro il narcotraffico, soprattutto nelle zone più coinvolte. I due principali candidati dell’opposizione hanno mostrato preoccupazione per una potenziale deriva autoritaria, promettendo di investire di più in sicurezza o focalizzarsi sulla prevenzione attraverso l’istruzione e i programmi sociali.

2 Comments

  1. Incredibile che un paese come il Costa Rica, da sempre un esempio di sicurezza in America Latina, stia vivendo una situazione simile a quella di Brazil e Messico!!! Mi chiedo se le soluzioni proposte dai candidati siano veramente efficaci o se porteranno a una deriva autoritaria… 😟

  2. Che situazione drammatica! Non posso credere che il Costa Rica, un tempo un paradiso di sicurezza, sia diventato un terreno di lotta per i cartelli della droga. Sembra che anche i paesi più tranquilli non siano più al sicuro. Speriamo che le nuove elezioni portino un cambiamento vero, ma la strada è in salita. Davvero inquietante…

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