Ucraina: a Dobropillia la guerra dronica si intensifica
DOBROPILLIA (DONBASS) – I soldati ucraini stanno combattendo con droni commerciali modificati, mentre l’arsenale di Mosca continua a devastare la città di Dobropillia. Il maggiore Sergei, ingegnere e ufficiale del battaglione di forze speciali “Taifun”, ha dichiarato che “quelli che ci guadagnano di più da questa guerra sono i cinesi, vendono sia a noi che ai russi i componenti fondamentali”, mettendo in evidenza la complessità della situazione e il ruolo di attori esterni, riporta Attuale.
I comandi russi hanno avviato l’attacco per conquistare Dobropillia l’11 agosto e da quel momento la situazione sul campo è cambiata rapidamente. La città ha subito un danno del 40% a causa dei bombardamenti, obbligando gran parte dei suoi 28.000 abitanti a sfollare. Mentre visitiamo il bunker comando, situato in scantinati di edifici sovietici, il maggiore Sergei descrive come i droni vengano adattati per le esigenze belliche, con l’aggiunta di dispositivi per le esplosioni e batterie potenziate.
All’interno del centro di comando, un team di ingegneri lavora per migliorare l’efficacia dei droni utilizzati. “Riceviamo anche droni dalla NATO, ma non servono, si rivelano obsoleti”, afferma Sergei, che critica l’assistenza fornita dai partner occidentali. “Siamo noi ucraini a insegnare agli alleati europei e americani le tecnologie della nuova guerra nei cieli. Abbiamo bisogno di supporto economico per acquistare le migliori elettroniche disponibili sul mercato.” Le modifiche ai droni, che costano tra i 500 e i 1.000 dollari, comprendono l’uso di componenti made in China per garantire un migliore controllo sul campo di battaglia.
Recentemente, entrambi gli eserciti hanno cominciato a lanciare i matka, droni madre con capacità di volo fino a 50 chilometri, dotati di droni kamikaze. Questi dispositivi sono costosi, con un valore superiore ai 200.000 euro ciascuno, il che limita il loro utilizzo. Nel frattempo, gli ucraini stanno adattando le loro tecniche per contrastare le minacce russe, implementando jammer per interferire con i droni nemici e adottando manovre ad alta velocità durante i trasporti.
Giunti nei pressi di Dobropillia, la devastazione diventa evidente. La città è caratterizzata dalla massiccia distruzione in linea con la tipica strategia russa della terra bruciata, con pattuglie russe a solo pochi chilometri dal centro. Un soldato commenta: “C’è da chiedersi dove troverà Putin i soldi per ricostruire; avrà bisogno di miliardi”. Mentre assistiamo alla situazione, i civili che rimangono nella zona sono in condizioni disperate, privi di cibo e servizi essenziali, cercando aiuto tra le rovine e la devastazione.
La guerra a Dobropillia continua, con una popolazione sempre più allarmata e un’assistenza limitata che potrebbe non bastare per superare l’immediato futuro bellico.