La condanna della giornalista Mzia Amaghlobeli in Georgia
Il tribunale di Batumi, in Georgia, ha inflitto una sentenza di due anni di carcere alla giornalista Mzia Amaghlobeli, cofondatrice dei siti d’informazione Batumelebi e Netgazeti. La condanna è scaturita da un episodio avvenuto durante una manifestazione contro il governo, in cui Amaghlobeli ha schiaffeggiato il capo della polizia della città. L’accusa include resistenza, minacce e uso di violenza nei confronti di un ufficiale di polizia. Politici dell’opposizione e attivisti per i diritti umani sostengono che questa sentenza sia ingiusta e motivata da considerazioni politiche legate alle opinioni della giornalista. Secondo loro, ciò rappresenta un ulteriore passo nella repressione del dissenso perpetrata dal governo di Sogno Georgiano, in carica dal 2012, soprattutto dopo le significative proteste dell’autunno passato contro i risultati delle ultime elezioni, riporta Attuale.
Nel mese di giugno, diversi leader di partiti di opposizione erano stati condannati a pene comprese tra i sette e gli otto mesi di galera, oltre a vedersi vietato di ricoprire cariche pubbliche per un biennio, per essersi rifiutati di testimoniare in una commissione parlamentare gestita dal partito al governo, utilizzata per screditare l’ex presidente Mikheil Saakashvili. A marzo, Saakashvili stesso era stato condannato a più di dieci anni di reclusione, una decisione che sia l’opposizione che varie organizzazioni internazionali considerano politicamente motivata.
Amaghlobeli ha subito due arresti nel corso di recenti proteste contro il governo. La seconda volta, accusando di uno scontro verbale con alcuni agenti, è culminata nel gesto violento nei confronti del capo della polizia di Batumi. Secondo la giornalista, l’ufficiale aveva reagito con insulti e minacce di natura sessuale. In aggiunta, ha denunciato maltrattamenti fisici durante la propria detenzione.
Attualmente, il futuro di Batumelebi è incerto, in quanto i conti bancari della testata sono stati bloccati dallo Stato, mettendo a rischio la sua attività.
Che situazione incredibile! La libertà di stampa è sotto attacco in tutto il mondo… E vedere una giornalista condannata per un gesto di rabbia contro la polizia è davvero allarmante. Le somiglianze con certi episodi in Italia non possono sfuggire, purtroppo. La repressione del dissenso non dovrebbe esistere in una democrazia!