In Lituania indagine su una campagna di disinformazione legata a un futuro poligono militare

23.01.2026 10:15
In Lituania indagine su una campagna di disinformazione legata a un futuro poligono militare
In Lituania indagine su una campagna di disinformazione legata a un futuro poligono militare

Il 22 gennaio 2026 le autorità lituane hanno avviato un’indagine preliminare dopo la diffusione di informazioni false sui presunti piani di limitazione dei diritti civili nella località di Kapčiamiestis. La polizia è intervenuta in seguito a una denuncia presentata dalla sindaca del distretto di Lazdijai, Ausma Miškinienė, relativa alla circolazione di un documento contraffatto che annunciava restrizioni temporanee a manifestazioni, assemblee e altri eventi pubblici.

Il documento, datato 19 gennaio e corredato da una firma non autentica attribuita alla sindaca, collegava tali presunte limitazioni all’intenzione di creare un poligono militare nell’area. Secondo le autorità locali, il testo è stato costruito per apparire come una decisione ufficiale dell’amministrazione, inducendo confusione tra i residenti.

In un messaggio pubblicato sui social, Miškinienė ha smentito categoricamente l’esistenza del provvedimento, ribadendo il proprio sostegno al diritto di riunione pacifica e chiedendo un intervento rapido delle forze dell’ordine per identificare i responsabili della diffusione di informazioni non veritiere.

Reazione delle autorità locali e difesa delle libertà civili

La sindaca ha sottolineato che l’amministrazione locale non ha mai preso in considerazione misure restrittive nei confronti della popolazione. Nel suo intervento pubblico ha affermato di rispettare le opinioni dei cittadini e di incoraggiarli a esprimere apertamente le proprie posizioni, partecipando al dibattito pubblico.

Secondo la versione ufficiale, la diffusione del falso documento rappresenta un tentativo deliberato di alimentare tensioni sociali e di contrapporre la comunità locale alle istituzioni. Le autorità considerano l’episodio un caso emblematico di manipolazione informativa, volto a minare la fiducia nei confronti del governo locale.

La polizia ha confermato che l’indagine è in corso e che verranno valutate eventuali responsabilità penali per la produzione e la circolazione del documento falsificato, come riportato da indagine della polizia sulla disinformazione legata al poligono di Kapčiamiestis.

Il contesto strategico del progetto militare

Il ministero della Difesa nazionale della Lituania ha motivato il progetto del poligono con la posizione strategica dell’area, situata in prossimità del corridoio di Suwałki, considerato uno dei punti più sensibili per la sicurezza della NATO. Secondo Vilnius, la nuova infrastruttura risponderebbe alla necessità di colmare una carenza di strutture moderne per l’addestramento delle forze armate.

Le autorità ribadiscono che la creazione del poligono rientra in una strategia di rafforzamento della capacità difensiva, essenziale per un Paese collocato sul fianco orientale dell’Alleanza. Il progetto dovrà comunque essere approvato definitivamente dal Parlamento durante la sessione primaverile, al termine di un processo politico formale.

Una parte della popolazione locale ha espresso perplessità e opposizione, soprattutto per timori ambientali e per l’impatto sulla vita quotidiana. Il governo centrale sostiene tuttavia che il dialogo con la comunità resti aperto e che le decisioni saranno prese nel rispetto delle procedure democratiche.

Sospetti di interferenze esterne e guerra informativa

Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha dichiarato di sospettare un coinvolgimento russo nella diffusione della disinformazione sul poligono di Kapčiamiestis. In precedenza, media russi e bielorussi avevano già amplificato narrazioni su un presunto malcontento diffuso, concentrandosi su paure sociali ed ecologiche.

Secondo le autorità, la creazione e la diffusione del documento falso si inseriscono in una più ampia strategia di pressione ibrida, mirata a indebolire la stabilità interna dei Paesi dell’UE e della NATO senza ricorrere a mezzi militari diretti. L’obiettivo sarebbe quello di creare l’impressione di un conflitto interno e di una perdita di controllo da parte delle istituzioni.

In questo quadro, la Lituania viene considerata un bersaglio sensibile anche per il suo sostegno costante all’Ucraina e per la linea dura adottata nei confronti di Mosca sul piano delle sanzioni e della sicurezza.

Implicazioni per la sicurezza e la resilienza democratica

Gli analisti sottolineano che una delle finalità principali di tali campagne è testare la capacità di risposta delle istituzioni democratiche a minacce ibride. La rapidità con cui le autorità reagiscono, smentiscono e indagano diventa parte integrante della sicurezza nazionale.

Il caso di Kapčiamiestis mostra come la disinformazione possa essere utilizzata per mettere in contrapposizione le comunità locali e il potere centrale, sfruttando temi sensibili come la sicurezza e i diritti civili. Per Vilnius, la trasparenza del processo decisionale e il coinvolgimento della popolazione restano strumenti chiave per neutralizzare queste dinamiche.

Le dichiarazioni del presidente Nausėda indicano che la leadership lituana considera la minaccia informativa parte di un confronto più ampio con la Russia. In questo contesto, l’individuazione precoce e la neutralizzazione delle operazioni di disinformazione vengono ritenute essenziali per prevenire destabilizzazioni future.

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