Arresto di Ahmed Néjib Chebbi in Tunisia: un altro colpo per l’opposizione
Giovedì, il politico tunisino di opposizione Ahmed Néjib Chebbi è stato arrestato dopo essere stato condannato in appello a 12 anni di carcere per complotto contro la sicurezza dello stato. Il processo ha coinvolto un totale di 40 esponenti dell’opposizione tunisina, evidenziando la crescente repressione politica nel paese. Chebbi, 81 anni, è un storico leader dell’opposizione risalente ai tempi della dittatura di Zine El Abidine Ben Ali e attualmente presiede il Fronte Nazionale della Salvezza, una coalizione di partiti che si oppone al presidente Kais Saied: sua figlia Haïfa Chebbi ha affermato che la sua condanna è motivata politicamente, riporta Attuale.
Il presidente Saied, eletto democraticamente nel 2019, ha intrapreso un percorso di governo sempre più autoritario, prendendo il controllo delle istituzioni tunisine e limitando le libertà democratiche. Ha sciolto il parlamento e il Consiglio superiore della magistratura, l’organo che ne garantisce l’indipendenza, e ha proposto una riforma costituzionale molto criticata e in contrasto con i principi stabiliti dopo le “Primavere arabe” del 2011. Nonostante la sua rielezione nel 2024 con il 90,7% dei voti, le elezioni sono state ampiamente denunciati come una farsa, con numerosi oppositori condannati e incarcerati negli ultimi anni.
Recentemente, sono stati arrestati anche altri due importanti esponenti dell’opposizione, l’avvocato Ayachi Hammami e l’attivista Chaïma Issa, entrambi condannati nello stesso processo di Chebbi: Hammami deve scontare cinque anni, mentre Issa venti. Questa escalation della repressione solleva gravi preoccupazioni riguardo alla situazione politica e ai diritti umani in Tunisia, evidenziando il rischio di una ulteriore erosione delle libertà democratiche nel paese.