Trasporto del cuore da trapiantare in un contenitore inadeguato: nuove rivelazioni sull’inchiesta del Monaldi
Il trasporto del cuore destinato a un trapianto si è svolto in una semplice vaschetta di plastica, non in un dispositivo avanzato che avrebbe dovuto garantire condizioni di temperatura adeguate. Questa scoperta rappresenta un punto cruciale nell’inchiesta sul drammatico fallimento chirurgico dell’ospedale Monaldi, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal sostituto Giuseppe Tittaferrante, riporta Attuale.
Oltre alla questione del contenitore, emergono preoccupazioni riguardo alle modalità di conservazione dell’organo. Le verifiche tecniche hanno rivelato che il cuore sarebbe stato danneggiato dall’uso di ghiaccio secco anziché del ghiaccio convenzionale, una pratica che ha portato la temperatura a -78 gradi, provocando necrosi delle fibre muscolari. Le indagini si articolano su due fronti: a Napoli, si verifica se l’équipe fosse provvista di tutto il necessario per il trasporto, mentre a Trento, i carabinieri del Nas indagano su chi abbia utilizzato il ghiaccio secco e sull’inefficienza dei controlli pre-partenza.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha presentato sabato un’integrazione alla querela già depositata a gennaio, richiedendo la creazione di un incidente probatorio sulla cartella clinica e la documentazione relativa, che già conta mille pagine. Questo intervento mira a garantire prove durante le indagini preliminari prima dell’inizio del processo.
Sei professionisti della salute, tra cui medici e infermieri, sono indagati per lesioni colpose gravissime e dovranno rispondere a domande critiche: quando è stata notata la compromissione dell’organo e se l’impianto del cuore danneggiato fosse l’unica opzione disponibile. Questi interrogativi pongono in discussione la responsabilità medica e la validità dei protocolli nei trapianti. Intanto, la Regione Campania ha avviato un’ispezione della struttura coinvolta, ed oggi sono attesi ispettori del ministero della Salute, guidati da Orazio Schillaci, per analizzare la situazione. Il ministro ha dichiarato che quanto accaduto è inaccettabile e che verranno esaminate le responsabilità, evidenziando la rigorosità delle procedure per il prelievo, la conservazione e il trapianto di organi, aggiornate l’ultima volta a luglio.