Incidenti misteriosi sul motoscafo statunitense intercettato dalla Guardia costiera cubana
Un motoscafo statunitense è stato interceptato mercoledì dalla Guardia costiera di Cuba, generando domande sulla veridicità delle accuse del regime cubano. Secondo le informazioni diffuse, il motoscafo proveniva dalla Florida e trasportava 10 uomini armati che avrebbero attaccato le forze cubane. Quattro di loro sono stati uccisi e gli altri arrestati, con il governo cubano che ha dichiarato che il gruppo mirava a infiltrarsi nel paese «per scopi terroristici», riporta Attuale.
Le affermazioni del governo cubano sono supportate da dettagli come la registrazione del motoscafo e i nomi dei partecipanti. Tuttavia, emergono incongruenze: i media statunitensi hanno rintracciato Roberto Azcorra Consuegra, uno degli uomini che secondo il regime cubano sarebbe stato catturato, trovandolo a Miami. «In teoria dovrei essere ferito e in prigione», ha dichiarato al New York Times.
L’erronea identificazione di Azcorra Consuegra suscita sospetti sull’intelligence cubana, che potrebbe aver avuto informazioni sull’operazione. L’attivista, noto per la sua opposizione al regime, ha affermato: «O mi hanno confuso con qualcun altro, oppure pensavano che sarei stato lì» sul motoscafo.
Successivamente, il governo cubano ha ammesso l’errore di identificazione, ma ha confermato le altre informazioni: gli altri membri del gruppo sono esuli cubani, con almeno due cittadini statunitensi coinvolti. Il motoscafo, registrato in Florida, risulta rubato nei giorni precedenti. La modalità dell’operazione appare confusa; se le affermazioni cubane sono veritiere, l’armamento dei 10 individui non si accompagna a una preparazione adeguata per un’operazione clandestina.
L’incidente si verifica in un contesto di tensioni tra Cuba e Stati Uniti, con l’amministrazione Trump che esercita pressioni economiche sul regime cubano. Nonostante recenti segnali di distensione, le ragioni dietro l’azione delle 10 persone rimangono poco chiare. Potrebbero mirare a destabilizzare il regime o a incitare la popolazione: se questo fosse il caso, le affermazioni cubane acquisterebbero consistenza, ma ci sono divergenze da considerare.
Negli ultimi decenni, la storia delle operazioni militari tra Cuba e Stati Uniti si è intensificata, con la comunità di esuli cubani che partecipa attivamente a queste iniziative, spesso sotto l’egida della CIA. Molti degli uomini coinvolti nell’operazione appartenevano a gruppi antigovernativi.
L’episodio ricorda eventi storici come l’invasione della Baia dei Porci nel 1961, dove esuli cubani, addestrati dalla CIA, tentarono di rovesciare Fidel Castro ma fallirono. Da allora, ci sono stati tentativi ripetuti di infiltrarsi a Cuba, organizzare attentati e persino uccidere Castro, molti dei quali sono stati sostenuti o meno dalla CIA.
Parallelamente, l’intelligence cubana ha spesso dimostrato di essere attiva: nel 1996, ha abbattuto due aerei dell’organizzazione Brothers to the Rescue, nello stesso momento in cui era a conoscenza dei dettagli del loro avvicinamento all’isola. Alcuni esuli cubani sospettano anche che ci siano stati casi di operazioni “false flag”, organizzate dal governo cubano per apparire come vittima di attacchi statunitensi.
Ma che storia incredibile! Una cosa del genere sembra più un film di Hollywood che la realtà. Sarà vero che c’erano realmente intenzioni terroriste? Oppure è solo un modo per distogliere l’attenzione dai veri problemi interni di Cuba? Non si capisce più cosa sia vero e cosa no…