Incontro trilaterale ad Abu Dhabi tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, tensione sul Donbass

23.01.2026 23:55
Incontro trilaterale ad Abu Dhabi tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, tensione sul Donbass

Il vertice trilaterale a Kiev: Progresso nei negoziati tra Ucraina, Russia e Stati Uniti

KIEV – La prima giornata del vertice trilaterale tra russi, ucraini e americani si è conclusa con poche novità pratiche. Il negoziatore ucraino Rustem Umerov ha dichiarato che sono stati discussi «i parametri per progredire verso una pace giusta e duratura». Allo stesso tempo, fonti della Casa Bianca hanno definito l’incontro «produttivo». Tuttavia, Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha confermato che «il lavoro sta progredendo», ma ha anche sottolineato l’importanza di attuare la formula di Anchorage, riferendosi agli accordi presi la scorsa estate tra Donald Trump e Vladimir Putin, quando sembrava che Mosca potesse ottenere concessioni significative. Zelensky ha precisato che i negoziati sono stati seri, ma che la giornata cruciale sarà quella di oggi, riporta Attuale.

Il faccia a faccia in corso ad Abu Dhabi segna un passo significativo nel dialogo, rappresentando la prima volta dal maggio 2025 che i rappresentanti ucraini e russi si trovano nella stessa stanza. Durante i colloqui a Riad nel marzo scorso, i mediatori statunitensi si alternavano tra le due parti. Gli incontri trilaterali sono stati programmati con durata fino a questa sera e sono stati preceduti da un’intensa serie di colloqui, incluso un summito tra Zelensky e Trump a Davos giovedì, e consultazioni a Mosca tra Putin e una delegazione americana composta da Steve Witkoff, Jared Kushner e Josh Gruenbaum.

La questione del controllo del Donbass rimane centrale nei negoziati. Putin ha imposto il ritiro delle forze ucraine dalle aree che controllano ancora, circa il 15-20% della regione. Peskov ha affermato che «se non sarà soddisfatta questa condizione, è inutile sperare in un accordo di lungo periodo». Zelensky ha ribadito che la «questione territoriale» è al cuore delle trattative in questa fase.

Nonostante le dichiarazioni ottimistiche da parte di Trump, Zelensky e Putin che affermano che gran parte dei nodi siano stati sciolti, le questioni principali rimangono irrisolte. Ciò suggerisce che, sebbene le dichiarazioni siano state positive, il percorso verso un accordo rimane arduo, e il conflitto continua con la stessa intensità di prima. L’Ucraina affronta attualmente una grave crisi energetica, amplificata dai bombardamenti russi, la peggiore dall’inizio della guerra.

Tuttavia, ci sono sviluppi significativi. Barak Ravid di Axios riferisce che i mediatori americani stanno discutendo le prospettive di cooperazione tra Stati Uniti e Russia in caso di pace con Kiev. Politico Europe ha dettagliato un piano americano ed europeo per un fondo di 800 miliardi di dollari dedicato alla ricostruzione dell’Ucraina, coinvolgendo investitori pubblici e privati, tra cui la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale. Il finanziamento è previsto per continuare fino al 2040.

In un altro sviluppo, Zelensky ha annunciato di aver ottenuto da Trump una nuova fornitura di missili Patriot, essenziali per la difesa aerea contro gli attacchi russi. Attualmente, è in contatto continuo con la delegazione ucraina negli Emirati, guidata dall’ex ministro della Difesa Rustem Umerov, assistito dal capo di stato maggiore Kyrylo Budanov e dal consigliere militare Andrii Hnatov. Da parte russa, il negoziatore Kirill Dmitriev è supportato dal responsabile dell’intelligence militare, l’ammiraglio Igor Kostyukov. Entrambe le delegazioni, tuttavia, non possono prendere decisioni significative al momento. Il negoziato prosegue.

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