Indagato 80enne friulano per omicidio di civili a Sarajevo durante la guerra jugoslava

05.02.2026 07:05
Indagato 80enne friulano per omicidio di civili a Sarajevo durante la guerra jugoslava

Indagine sui cecchini del weekend: un ottantenne accusato di omicidio a Sarajevo

Il primo uomo indagato nell’inchiesta sul caso dei cecchini del weekend è un ottantenne che operava tra Italia e Croazia, presumibilmente in contatto con le milizie ultranazionaliste croate durante la guerra civile nella ex Jugoslavia. Questo individuo, descritto come un “fascista dichiarato”, avrebbe partecipato a operazioni di fuoco contro civili a Sarajevo negli anni ’90. La sua figura è emersa grazie a testimonianze raccolte dallo scrittore Ezio Gavazzeni, riportate in un esposto alla Procura di Milano, riporta Attuale.

Ora residente in una località in provincia di Pordenone, dove ha lavorato come autotrasportatore, l’ottantenne è accusato di omicidio volontario continuato e aggravato. Le indagini del Ros dei carabinieri, coordinate dal pm Alessandro Gobbis, hanno portato a un invito a comparire per un interrogatorio fissato per lunedì.

Secondo le accuse, l’anziano avrebbe “in concorso con altre persone allo stato ignote cagionato la morte di civili inermi, tra cui donne, anziani e bambini, sparando con fucili di precisione dalle colline situate intorno alla città di Sarajevo durante gli anni ’92-’95″. La sua condotta è aggravata dai “motivi abietti”.

Durante una perquisizione, i carabinieri hanno trovato sette armi regolarmente detenute, comprese due pistole e quattro fucili. Gavazzeni, assistito dagli avvocati Nicola Brigida e Guido Salvini, ha riportato dichiarazioni di testimoni che evidenziano come l’ottantenne godesse di tali atti. Una donna ha raccontato di aver sentito il presunto cecchino vantarsi della sua esperienza durante il conflitto, confermando che “andava via dopo il lavoro e se ne tornava a casa la domenica sera”.

Le testimonianze, comprese quelle di Adriano Sofri, inviato di guerra all’epoca, sono state raccolte dagli inquirenti. La Procura sta cercando di identificare altri presunti “cecchini” attivi in diverse regioni italiane, tra Piemonte, Lombardia e Triveneto. Un testimone ha informato Gavazzeni che “gli italiani che hanno partecipato a questi safari, durante i quattro anni di vita di questa organizzazione, si possono quantificare in 230”.

1 Comment

  1. Ma dai, è pazzesco! Un ottantenne che si vanta di aver sparato a civili inermi… La guerra ha lasciato cicatrici profonde, ma queste persone che non hanno mai pagato per i loro crimini sono inaccettabili. Come può un uomo di quell’età ancora essere una minaccia? Questo deve finirla!

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