DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Le autorità continuano le indagini per identificare il killer di Charlie Kirk, analizzando tra gli altri elementi un video che mostra il sospetto mentre si dirige verso il tetto da cui ha sparato, da una distanza compresa tra 130 e 180 metri. Due persone inizialmente fermate sono state rilasciate e ieri sono state diffuse le immagini del sospetto, che sembra già noto alle forze dell’ordine ma il cui nome rimane riservato, riporta Attuale.
Il fucile nel bosco
Robert Bohls, agente speciale dell’Fbi a capo dell’ufficio di Salt Lake City in Utah, ha confermato in conferenza stampa che l’arma, ritrovata avvolta in un asciugamano in un’area boschiva nei pressi del campus (a Oren, 60 km da Salt Lake City), è un “fucile ad alta potenza a ripetizione manuale”. Potrebbe trattarsi di un Mauser calibro .30-06, un modello comune tra tiratori scelti e cacciatori, secondo il New York Times. Le autorità avevano inizialmente deciso di non diffondere le immagini del sospetto senza prima identificarlo, ma successivamente hanno pubblicato due fotografie, offrendo una ricompensa di 100 mila dollari per informazioni utili.
Il giovane con l’aquila sulla maglietta
Il video mostra un giovane con occhiali da sole e cappellino da baseball, vestito con jeans e una maglietta nera raffigurante un’aquila in volo davanti alla bandiera americana. L’abbigliamento, disponibile online per 6 dollari, riporta la scritta “Land of the Free, home of the Brave” (terra dei liberi, patria dei coraggiosi). Secondo le autorità, il sospetto è arrivato nel campus poco prima di mezzogiorno, mentre l’attentato ha avuto luogo alle 12 e 10. Utilizzando una scala, è salito sul tetto del Losee Center, che offriva una visuale ottimale sulla zona dove Kirk era atteso. Un video girato da un membro del pubblico mostra una sagoma distesa sul tetto prima dello sparo. Dopo il colpo, che ha colpito Kirk al collo, è stata vista una persona che scappava giù dall’edificio.
Le scritte sulle munizioni
Il Wall Street Journal ha riportato che secondo informazioni preliminari del “Bureau di Alcol, Tabacco, Armi da fuoco ed Esplosivi”, le munizioni trovate con il fucile presentano frasi incise che “esprimono ideologia transgender e anti-fascista”. Un funzionario ha precisato che queste informazioni necessitano di verifica e non è escluso che possano essere state mal interpretate. La Cnn, che ha deciso di non pubblicare tali informazioni, ha ricevuto critiche per la sua scelta.
Bastava il mirino
Il killer ha aperto il fuoco da una distanza simile a quella del tentato assassinio di Trump l’anno scorso a Butler in Pennsylvania (tra 120 e 150 metri, anche allora da un tetto). Non è chiaro se il killer avesse ricevuto addestramento militare o se fosse autodidatta, magari ispirato da video su YouTube. Nicholas Ranstad, sergente dell’esercito Usa e cecchino con un record di uccisioni a distanza in Afghanistan, ha sottolineato che “la sicurezza era quasi inesistente” e che sparare dall’alto è relativamente semplice, descrivendo la piazza come una “ciotola” tra gli edifici.
«La gente dice che è un colpo professionale. Ma da quella distanza, non è difficile con un fucile, se aveva un mirino», ha commentato l’ex agente dell’Fbi James Gagliano a Fox News. Non è chiaro quanto possa essersi allontanato il killer: «Dalla cima del tetto si accede a un parcheggio sul retro, vicinissimo all’autostrada I-15. In 3-5 minuti, avrebbe potuto essere in auto, diretto a miglia di distanza. L’aeroporto di Provo dista solo 45 minuti».