Infermieri italiani in fuga: 30mila scelgono l’estero, ecco le cause della crisi

16.01.2026 09:45
Infermieri italiani in fuga: 30mila scelgono l'estero, ecco le cause della crisi

Carenza di medici e infermieri in Italia: la fuga continua

Roma, 16 gennaio 2026 – L’Italia affronta una crescente carenza di medici specialisti e soprattutto di infermieri: si stima che manchino circa 70mila operatori nel settore sanitario. La presidente della Fnopi, Barbara Mangiacavalli, ha confermato l’attendibilità di questa cifra, sottolineando che il dato è in difetto poiché non include il settore privato accreditato e la rete socio-assistenziale, con l’unica stima di 10mila infermieri mancanti nelle Rsa risalente ai tempi della pandemia di Covid, riporta Attuale.

L’Associazione dei medici di origine straniera in Italia (Amsi) ha evidenziato che oltre 45mila infermieri attualmente operano in Italia, di cui quasi 19mila sono arrivati tramite i decreti Cura Italia e Ucraina. Tuttavia, si stima che ci siano tra i 12 e i 15mila nuovi arrivi che non sono iscritti agli Ordini professionali, rendendo difficile avere una chiara quantità di personale sanitario presente nel paese.

“Stiamo abbassando la qualità del servizio erogato ai nostri cittadini, un tema pericoloso”, ha detto Mangiacavalli. Il fenomeno è aggravato dalla preferenza della nuova generazione di professionisti per lavori flessibili e dalla difficoltà di attrarre giovani verso determinate specializzazioni, in un contesto demografico segnato da un numero storico di maturandi.

La presidente ha anche riscontrato che “i giovani non si sentono più attratti dalle professioni che richiedono un impegno costante, come quello ospedaliero, che include turni durante le festività”. Inoltre, la valorizzazione delle competenze e il trattamento economico sono aspetti cruciali che incidono sulla scelta dei neolaureati.

Il divario salariale è notevole: un infermiere neoassunto in Italia guadagna circa 1.450 euro, contro i salari ben più alti in Svizzera. Mangiacavalli ha annunciato che il 10% di medici e infermieri in Italia sono stranieri, un dato che non preoccupa, ma sottolinea la necessità di un percorso etico per il riconoscimento delle competenze di questi professionisti.

Mentre il fenomeno della fuga di infermieri italiani all’estero, che dal 2010 ha visto partire 30mila professionisti, resta preoccupante, la Fnopi sta collaborando con il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per rendere l’Italia un luogo attraente per gli infermieri. Mangiacavalli ha indicato la necessità di lavorare su modelli professionali e sulla valorizzazione delle competenze, attraverso lauree magistrali cliniche e indennità infermieristiche migliorate.

Insomma, la crisi attuale richiede interventi multi livello per contrastare la fuga di cervelli e garantire ai cittadini un servizio sanitario di qualità, rispondendo così a una necessità vitale per l’intero sistema sanitario nazionale.

1 Comment

  1. Ma che situazione incredibile! Invece di valorizzare i nostri medici e infermieri, li perdiamo all’estero. Non si può andare avanti così, la salute pubblica è in pericolo. Eppure ci sarebbe bisogno di riforme vere qui in Italia, non solo chiacchiere!

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