Inizia oggi il processo d’appello per Marine Le Pen in Francia

13.01.2026 08:45
Inizia oggi il processo d’appello per Marine Le Pen in Francia

Inizia il processo d’appello di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici

Martedì prende avvio in Francia il processo d’appello contro Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National, con termine previsto per il 12 febbraio. La sentenza è attesa per l’estate, dopo che Le Pen era stata condannata in primo grado il 31 marzo 2025 a quattro anni di carcere, di cui due con pena sospesa e due scontabili con braccialetto elettronico, per appropriazione indebita di fondi del Parlamento Europeo. Inoltre, i giudici le hanno inflitto cinque anni di ineleggibilità, applicata con effetto immediato, riporta Attuale.

Questo processo riveste un’importanza cruciale non solo per la figura di Le Pen, ma anche per gli equilibri politici in vista delle elezioni presidenziali del 2027. A marzo 2025, la condanna aveva posizionato Le Pen come favorita alle prossime elezioni; tuttavia, lei e i suoi sostenitori hanno descritto il procedimento come un tentativo dei giudici di ostacolare la sua ascesa in un periodo di crescente popolarità del suo partito.

La situazione odierna si presenta diversa. Il Rassemblement National ha consolidato la sua posizione come il partito più popolare del paese secondo i sondaggi, mentre non emergono candidati sufficientemente forti a sinistra o al centro che possano battere un rappresentante di estrema destra. Tuttavia, La popolarità di Le Pen ha subito una flessione; un numero considerevole di elettori sembra rassegnarsi all’idea di una sua esclusione dalle prossime competizioni elettorali a causa della condanna, appoggiando invece Jordan Bardella, il giovane leader del partito, il quale, stando agli ultimi sondaggi, risulta avere più chance di vincere le elezioni presidenziali, sollevando potenziali tensioni interne nel partito nel caso in cui l’ineleggibilità di Le Pen venga revocata.

Nonostante ciò, Le Pen continua a dichiarare che intende candidarsi, qualora il verdetto di appello le consenta di farlo. Un anno fa, la decisione di escluderla di fatto dalle elezioni presidenziali era stata oggetto di critiche anche da parte di politici non allineati a Le Pen, che avevano sollevato preoccupazioni riguardo al potenziale impatto negativo sulla democrazia francese.

Secondo quanto riportato da Le Monde, durante il procedimento d’appello, gli avvocati di Le Pen tenteranno di convincere il tribunale che la pena inflitta sia sproporzionata rispetto ai reati accertati. Tuttavia, cambiamenti sostanziali rispetto alla condanna di primo grado appaiono improbabili, dato che le accuse contro di lei e altre 23 persone condannate sono ben supportate. Molti degli imputati, che non hanno presentato ricorso, hanno confermato la versione della procura.

Il tribunale ha stabilito che, tra il 2004 e il 2016, il Rassemblement National ha utilizzato impropriamente oltre 4 milioni di euro del Parlamento Europeo, attraverso un sistema di assunzioni fittizie. Molte delle persone a cui erano stati dati fondi dal Parlamento europeo per l’assunzione di assistenti lavoravano in realtà per il partito in Francia. Tale uso dei fondi è esplicitamente vietato dallo statuto europeo.

All’epoca dei fatti, Le Pen, in qualità di europarlamentare, era stata accusata di aver assunto personalmente quattro finti assistenti, incluso un suo collaboratore personale, e di aver diretto un sistema di appropriazione indebita più ampio. La procura sostiene che questo sistema sia stato creato sotto la direzione di Jean-Marie Le Pen, padre di Marine e figura influente della destra francese, scomparso lo scorso gennaio. Marine Le Pen ha poi ereditato e affinato questo approccio quando ha preso le redini del partito nel 2011, specialmente dopo il successo elettorale del 2014, in cui il Front National (oggi Rassemblement National) è passato da tre a 23 europarlamentari. Le indagini sono iniziate nel 2016.

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