Iran: Proteste continuano nonostante le minacce del regime
In Iran, le manifestazioni proseguono con vigore, nonostante le reiterate repressioni e i tentativi della Repubblica Islamica di soffocare il dissenso. «Siamo milioni in strada, è meraviglioso», afferma Amir, un giovane di 33 anni da Shiraz, che riesce a connettersi brevemente a Internet. Ieri sera, i manifestanti hanno preso il controllo del centro città, affermando che è ormai «nostro», riporta Attuale.
La televisione di Stato continua a diffondere narrazioni distorte, etichettando i manifestanti come «terroristi» e cercando di instillare paura tra la popolazione. In diverse province, mentre la repressione aumenta, i genitori ricevono messaggi intimidatori dall’intelligence, ammonendo: «Astenetevi dalla presenza nelle strade e informate i vostri figli sulle conseguenze della loro partecipazione», un chiaro tentativo di arginare l’insurrezione che infiamma il Paese.
Le intimidazioni, però, non sembrano avere l’effetto sperato: ieri sera, decine di migliaia di persone hanno chiesto «morte al dittatore» a Teheran e in altre province, illuminando le strade con i cellulari. I manifestanti indossano felpe con cappuccio e mascherine per rendere difficile il riconoscimento da parte delle forze di sicurezza, che utilizzano droni per monitorare le proteste.
Kimia, una giovane che ha lasciato il Paese per motivi di salute legati alla sua gravidanza, esprime una profonda nostalgia per l’Iran: «Non ho mai provato questa sensazione: noi siamo mai stati così uniti». Condivide con passione lo slogan che riempie le piazze: «Abbiamo superato la barriera della paura, ora conosciamo l’indirizzo della strada». Secondo lei, molti manifestanti non cercano solo il ritorno dei vecchi leader, ma auspicano nuovi cambiamenti significativi.
La portata della propaganda del regime si estende oltre i confini iraniani, colpendo anche la comunità iraniana in Italia. Residenti ricevono e-mail che li invitano a raccontare «la vera storia dell’Iran» e a non credere alle notizie dei media occidentali, considerate false. In parallelo, un movimento pro-rivoluzione è nato all’estero, con donne che bruciano le immagini dell’ayatollah Ali Khamenei, simbolo di una crescente resistenza.
Che situazione incredibile in Iran! È commovente vedere così tanta gente unita per la libertà, nonostante le minacce del regime. Da noi, qui in Italia, a volte ci lamentiamo per poco, ma la loro lotta è un esempio di coraggio. Speriamo che presto possano vedere la luce.