Iran: preoccupazioni per l’esecuzione di Erfan Soltani
Il 26enne Erfan Soltani è stato arrestato giovedì a Fardis, un sobborgo a ovest di Teheran, e le autorità hanno avvisato la sua famiglia che l’esecuzione era «fissata». Non ci sono dettagli sul suo processo, ma la sua condanna a morte, prevista per ieri, non è stata eseguita. Secondo Moghaddam, «può accadere in ogni momento», mentre Donald Trump afferma erroneamente che «le uccisioni in Iran stanno cessando e non c’è alcun piano per le esecuzioni», riporta Attuale.
Soltani gestiva un negozio di abbigliamento ed è stato prelevato a casa sua perché partecipava a manifestazioni contro il regime. Sua sorella, avvocato, ha dichiarato: «Mio fratello è solo un ragazzo contrario a questo regime, viene ucciso per aver espresso la sua opinione». Secondo la sorella, esiste una «elevata probabilità che altre persone si trovino nella sua stessa condizione» e che il blocco di Internet stia nascondendo storie simili.
L’Iran esegue centinaia di condanne a morte ogni anno, con un picco record nel 2025 che ha raggiunto le 1.500 esecuzioni, pari a una media di oltre quattro al giorno. Le accuse variano da omicidio e traffico di droga a reati come inimicizia contro Dio e corruzione sulla terra, con procedimenti giudiziari caratterizzati da opacità e confessioni estorte.
Non riesco a credere a quanto sta succedendo in Iran. Un ragazzo giovane, solo per aver espresso le sue idee? È assurdo e terribile. Qui in Italia ci lamentiamo di tanto, ma certe cose ci mettono nella giusta prospettiva… La libertà di espressione è un diritto fondamentale, ma sembra che in alcuni posti sia solo un sogno. Che tristezza.