Iran, manifestazioni dei commercianti e degli studenti contro l’alta inflazione e la repressione

31.12.2025 12:15
Iran, manifestazioni dei commercianti e degli studenti contro l'alta inflazione e la repressione

Proteste in Iran: scontri in corso dopo il fallimento delle riforme economiche

Le forze di sicurezza iraniane hanno aperto il fuoco su manifestanti durante le proteste che si sono ampliate in tutto il Paese, con decine di arresti compiuti. Gli slogan dei partecipanti, che chiedono libertà e dignità, risuonano in molte città, riporta Attuale.

Le manifestazioni, iniziate per protestare contro l’inflazione record al 42,2%, il crollo della moneta e l’aumento del costo della vita, hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini. «Non mangiamo mai carne, non possiamo permetterci di curare i nostri figli», ha dichiarato Laleh, un’impiegata di Teheran, evidenziando il disastroso scenario economico causato da cattiva gestione e sanzioni. Lunedì, il governatore della banca centrale Mohammad Reza Farzin ha rassegnato le dimissioni in un contesto di crescente crisi economica.

Il governo del presidente riformista è in difficoltà. Masoud Pezeshkian ha incontrato i sindacati promettendo misure per migliorare la situazione economica, ma la mancanza di validi interventi sembra aver esasperato la popolazione, come dimostrano le crescenti proteste in città come Shiraz, Isfahan, e Tabriz. Le università hanno visto manifestazioni vivaci, con il grido di «azadi, azadi» che evidenzia la richiesta di libertà.

Le tensioni nelle strade hanno visto riemergere lo slogan «morte al dittatore», ripreso da una manifestazione simile nel 2023. Questa volta, però, le marce sono guidate dai più poveri, con un forte sostegno da parte della gioventù. Le forze di sicurezza hanno usato violenza, lanciando gas lacrimogeni e arrestando manifestanti, specialmente in contesti universitari, dove sono stati segnalati numerosi episodi di violenza.

In risposta alle crescenti manifestazioni, le autorità hanno annunciato la chiusura delle scuole e degli uffici in 24 province. Il procuratore generale Mohammad Movahedi Azad ha affermato che il regime «dimostrerà fermezza contro qualsiasi tentativo di trasformare le manifestazioni in instabilità». Tuttavia, un nuovo slogan si è fatto strada tra i manifestanti: «Non abbiate paura, non abbiate paura, siamo tutti insieme», riflettendo una determinazione collettiva mai vista prima.

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