Israele bombarda vicino ai soldati Unifil in Libano: violazione della risoluzione Onu e rischio per la stabilità

16.01.2026 16:25
Israele bombarda vicino ai soldati Unifil in Libano: violazione della risoluzione Onu e rischio per la stabilità

Israele colpisce vicino a una pattuglia Unifil in Libano

Una bomba israeliana è esplosa vicino ai soldati della forza di pace internazionale (Unifil) nel sud del Libano, in un momento in cui ci si aspetta una tregua sul fronte libanese. Giovedì, un drone israeliano ha sganciato una granata a circa 30 metri da una pattuglia di peacekeeper nei pressi di Adeisse, secondo un comunicato delle Nazioni Unite, riporta Attuale.

Nessuno è rimasto ferito, ma il comunicato ha sottolineato che «tali attività delle forze armate israeliane sul territorio libanese» violano gli impegni previsti dallo Stato ebraico nei confronti della missione di pace, mettendo a rischio la vita dei civili e costituendo una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza.

La tregua, fortemente voluta dagli Stati Uniti nel novembre 2024, mira a fermare le ostilità contro Hezbollah, consentendo il ritiro delle forze israeliane dal Libano occupato e il ripiegamento della milizia più lontano dal confine israeliano. Tuttavia, da allora, questioni fondamentali come il disarmo completo di Hezbollah e il ritiro di Israele non sono state risolte. L’Unifil ha registrato oltre 10mila infrazioni del cessate il fuoco da parte dell’IDF, evidenziando le tensioni che perdurano nella regione.

Il governo libanese ha affermato di avere il pieno controllo del sud del fiume Litani, ma Israele ha contestato questa affermazione e ha continuato le sue operazioni di sicurezza. Israele ha mantenuto una presenza aerea costante nel territorio libanese, utilizzando droni per monitorare le aree lungo il confine e all’interno del Libano stesso.

Unifil ha reagito all’ultimo incidente, segnalando che la pattuglia di caschi blu era stata avvertita della presenza di un ordigno esplosivo, scoprendo poi un dispositivo collegato a un cavo detonante. La situazione è ulteriormente complicata dalla percezione, da parte del Libano, che Israele stia cercando di creare un ambiente ostile per impedire il ritorno della popolazione sfollata nel sud del Paese.

L’interpretazione libanese suggerisce che Tel Aviv desideri mantenere quella fascia di terreno disabitata per facilitare il controllo della zona. In effetti, bulldozer israeliani hanno demolito strutture esistenti nei dintorni della linea di confine per garantire il proprio modello di sicurezza. Le continue incursioni aeree scoraggiano il ritorno degli 800mila libanesi sfollati, mentre Unifil cerca di facilitare questo ritorno attraverso attività di sminamento.

Il generale di Unifil ha ulteriormente avvertito Israele dell’obbligo di garantire la sicurezza dei peacekeeper. “Qualsiasi azione che metta a rischio i peacekeeper costituisce una grave violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza”, ha concluso, richiamando l’attenzione sulla necessità di rispettare gli impegni internazionali volti a garantire la stabilità nella regione.

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