Israele costruisce nuove città per coloni, rischio per il sogno di due Stati indipendenti

06.09.2025 06:35
Israele costruisce nuove città per coloni, rischio per il sogno di due Stati indipendenti

Il film “The Voice of Hind Rajab” e la critica alla situazione di Gaza

Il film “The Voice of Hind Rajab” racconta la storia di una bambina palestinese di sei anni uccisa a Gaza a causa del ritardo dei soccorsi da parte dell’esercito israeliano, che ha anche aperto il fuoco su un’ambulanza della Mezzaluna Rossa presente sul luogo. Il film, acclamato dalla critica, è in competizione per il Leone d’oro a Venezia. La proiezione ha suscitato entusiasmo nel pubblico, culminando in un grido collettivo di ‘Intifada’, evocando la storica rivolta palestinese contro Israele del 1987, che ha visto periodici conflitti sanguinosi senza risultati tangibili, riporta Attuale.

Il film rappresenta un colpo al cuore della causa israeliana, evidenziando disumanità e mancanza di realismo politico, esclusivamente attribuibili a comportamenti di singoli reparti o soldati, contaminando l’immagine dell’intero governo. Tuttavia, un ritorno all’Intifada sarebbe irrazionale, poiché la repressione sarebbe violentemente attuata e non porterebbe a risultati, dato il rifiuto degli stati arabi di sostenere militarmente la causa palestinese; Paesi come l’Iran e le milizie Houthi dello Yemen ne hanno già pagato le conseguenze.

In questo contesto, la proposta israeliana di costruire tre nuove città per i coloni e di suddividere la Cisgiordania in due aree distinct rischia di compromettere irrimediabilmente l’idea di una soluzione a due stati. La Flotilla, composta da circa settanta imbarcazioni e novecento attivisti, prevede di inviare aiuti umanitari a Gaza in violazione del blocco navale israeliano. Questa iniziativa, pur legittima, si preannuncia come una manovra propagandistica destinata al fallimento, dato che è improbabile che Israele consenta lo sbarco. Sebbene le incertezze sul termine ‘terroristi’ utilizzato da Israele per gli attivisti siano valide, è evidente che, in caso di violazione del blocco, gli equipaggi saranno arrestati e le imbarcazioni confiscate. Ciò comporterà l’intervento del governo italiano, chiamato a intraprendere azioni diplomatiche per liberare i suoi cittadini coinvolti.

I cittadini di Gaza necessitano di aiuti più sostanziali. Negli ospedali italiani, attualmente, si trovano quasi 200 bambini feriti e centinaia di familiari palestinesi. L’Italia è in prima linea in questo ambito. Sarebbe opportuno promuovere una campagna bipartisan per richiedere a Israele una vigilanza armata durante la distribuzione di viveri da parte di organizzazioni neutrali. Se i coloni continuassero a occupare la Cisgiordania, l’Italia e l’Europa non potrebbero rimanere in silenzio.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere