Israele e Usa colpiscono obiettivi strategici in Iran: gas e militari nel mirino

19.03.2026 11:15
Israele e Usa colpiscono obiettivi strategici in Iran: gas e militari nel mirino

Attacco degli USA e Israele: nuove fasi nel conflitto nell’area di Hormuz

Il Comando centrale americano ha recentemente condotto attacchi mirati sui depositi sotterranei nella regione di Hormuz, mentre Israele ha colpito i giacimenti di gas a South Pars. Queste azioni, anche se distinte, possono segnare l’inizio di nuove fasi di conflitto, intensificando ulteriormente la tensione nel mercato petrolifero, riporta Attuale.

L’operazione americana, come annunciato da Centcom, mirava a distruggere missili antinave situati in postazioni ben protette. Per raggiungere questo obiettivo, sono state utilizzate le potenti GBU 72 bunker buster, già impiegate in precedenza contro gli Houthi in Yemen. I bombardieri, presumibilmente i B-1, sono partiti dalla base britannica di Fairford, seguendo una rotta esterna per evitare il sorvolo sull’Europa, e sono stati riforniti in volo da aerei provenienti dalle Azzorre e dalla Bulgaria.

I raid aerei hanno avuto luogo in un contesto di crescente crisi nella regione. Il Pentagono sta cercando di neutralizzare il maggior numero possibile di sistemi avversari attorno allo Stretto di Hormuz, preparandosi ad un’operazione destinata a mantenere accessa la via d’acqua. Le missioni aeree evidenziano come le forze americane siano concentrate lungo tutta la costa del Golfo, mentre le forze israeliane sembrano destinare maggiore attenzione al nord-ovest, puntando su reti missilistiche.

Strategie di intervento e minacce emergenti

In un’analisi delle strategie di difesa, l’ex ammiraglio Mark Montgomery ha delineato le necessarie fasi per garantire la navigazione sicura attraverso Hormuz: dalla degradazione delle capacità iraniane (minacce come mine e droni) a un pattugliamento aereo continuo. Inoltre, è richiesta la presenza di caccia per intercettare droni e la disponibilità di elicotteri d’attacco per contrastare imbarcazioni esplosive. Si evidenzia una insufficiente dotazione di mezzi antimine nel contingente statunitense, con due unità attualmente dislocate in Malesia.

Il contesto operativo è ulteriormente complicato dalla combinazione di metodi tradizionali e tecnologie moderne. Mentre gli USA possiedono le capacità necessarie per la sorveglianza e la potenza di fuoco, i Pasdaran iraniani sono equipaggiati con droni marittimi e aerei, facilitando colpi a lunga distanza. L’impiego di tecniche come il passaggio selettivo, già testate dagli Houthi, viene ora replicato dagli iraniani, nel tentativo di esercitare il controllo sulle rotte marittime.

L’attacco israeliano ai giacimenti di South Pars ha suscitato forti reazioni, con Doha che ha protestato immediatamente, temendo ritorsioni su obiettivi già vulnerabili da precedenti attacchi. Le autorità iraniane hanno avvisato i civili di evacuare raffinerie e giacimenti minacciati, preannunciando azioni punitive. In un contesto di escalation, le forze israeliane mirano non solo a decapitare le strutture militari iraniane ma anche a destabilizzarne le infrastrutture strategiche.

Le dinamiche attuali, caratterizzate da incidenti e contrattacchi, rappresentano segnali di un conflitto in continua evoluzione, portando a interrogarsi su come la situazione si potrà sviluppare ulteriormente nei prossimi mesi.

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