Israele espande il controllo nella Striscia di Gaza nonostante gli accordi di cessate il fuoco
Israele sta ampliando la sua presenza nella Striscia di Gaza, proseguendo con la demolizione di edifici e uccisioni arbitrarie di palestinesi nei pressi della “linea gialla”, un confine temporaneo stabilito dagli accordi di cessate il fuoco. Tre mesi dopo l’entrata in vigore di tali accordi, Israele non ha attuato la seconda fase dell’intesa, ma piuttosto ha intensificato le sue operazioni, riporta Attuale.
A est di questa linea, l’esercito israeliano ha contrassegnato la sua posizione con blocchi di cemento giallo, che non delimitano in modo chiaro il territorio controllato da Tel Aviv e quello da Hamas. Questa ambiguità ha creato un’area grigia in cui i civili palestinesi possono facilmente trovarsi in pericolo, con almeno 77 palestinesi uccisi dal 10 ottobre dal giorno dell’attuazione del cessate il fuoco.
In numerosi casi, l’esercito ha confermato che le vittime erano civili, come nel caso di Zaher Shamia, un ragazzo di 17 anni. Dopo essere stato colpito, è stato schiacciato da un bulldozer dell’esercito. Sebbene sia stata annunciata un’indagine, storicamente queste non hanno prodotto conseguenze significative per le forze armate israeliane.
Le affermazioni israeliane riguardo all’uccisione di presunti combattenti o di persone sospettate di voler attaccare continuano a essere un tema controverso. Per esempio, a fine novembre, l’esercito ha ucciso due bambini, di 8 e 10 anni, mentre raccoglievano legna da ardere. Questi eventi sollevano preoccupazioni sui criteri utilizzati dalle forze israeliane per considerare una persona come “minaccia”.
Un altro aspetto fondamentale della “linea gialla” è la sua incertezza: recenti analisi satellitari indicano che Israele ha riposizionato i blocchi, espandendo il proprio controllo e occupando ulteriore territorio. Palestinesi e operatori umanitari segnalano che l’esercito sposta i blocchi durante la notte, continuando a demolire edifici e costruire nuovi avamposti.
Nonostante la linea gialla fosse inizialmente concepita come un confine temporaneo, vi è una crescente narrazione da parte di funzionari israeliani riguardo alla sua solidificazione come “nuovo confine” della Striscia di Gaza. Talune dichiarazioni di figure chiave, tra cui il capo dell’esercito Eyal Zamir e il ministro della Difesa Israel Katz, suggeriscono che il controllo militare israeliano sulla regione potrebbe diventare permanente.
Le implicazioni di questa espansione sono severe per i circa 1,6 milioni di palestinesi rimasti nella Striscia, dato che il territorio controllato da Israele comprende gran parte delle terre coltivabili e tutti i valichi cruciali per il movimento di persone e merci.