Personaggi pubblici di Israele chiedono alla comunità internazionale sanzioni per il loro Paese
Un gruppo di 31 personalità di spicco israeliane, fra cui il premio Oscar per il miglior documentario Yuval Abraham e l’ex presidente della Knesset Avraham Burg, hanno redatto una lettera diretta alla comunità internazionale, esprimendo la richiesta di imporre «sanzioni drastiche» a Israele per le sue operazioni contro la popolazione palestinese a Gaza. La petizione è guidata da un regista e giornalista, noto per il suo documentario No Other Land, il quale racconta gli attacchi dei coloni israeliani su una comunità palestinese in Cisgiordania, che ha visto la sua firma in cima al documento.
«Il nostro Paese sta causando carestia tra la popolazione di Gaza e sta considerando l’espulsione di milioni di palestinesi dalla Striscia», è quanto riportato nella lettera, diffusa tra numerosi media, incluso il Guardian. «Noi, israeliani desiderosi di un futuro di pace per il nostro Paese e i nostri vicini palestinesi, esprimiamo questa nostra posizione con vergogna, rabbia e ansia», affermano i firmatari. Essi sollecitano pertanto la comunità internazionale a «imporre sanzioni severe contro Israele finché non terminerà questa brutale campagna e non instaurerà un cessate il fuoco permanente», riporta Attuale.
Tra i sostenitori di questa iniziativa troviamo l’ex procuratore generale israeleano e già giudice della Corte Suprema Michael Ben-Yair, che ha definito le operazioni israeliane a Gaza come un vero e proprio «genocidio» in un post sul suo account di social media X. Anche l’ex parlamentare Tamar Gozansky ha appoggiato la petizione. A fianco di figure politiche, hanno aderito alla causa anche accademici e artisti, come Ari Folman, vincitore di un Golden Globe per il film Valzer con Bashir, che narra il massacro di Sabra e Shatila avvenuto a Beirut contro i rifugiati palestinesi.