Abolghasem Babeian è stato eliminato sabato a Teheran, in un’operazione che segue l’assassinio di altri ufficiali a Beirut. Questi attacchi rappresentano gli ultimi bersagli di una wars dentro la guerra che coinvolge Israele e gli Stati Uniti contro i dispositivi iraniani, riporta Attuale.
L’assassinio di Soleimani, dove tutto ha inizio
Il conflitto ha preso una piega decisiva il 20 gennaio 2020, con il raid americano a Baghdad che ha avuto come target Qasem Soleimani, leader della Divisione Qods dei pasdaran, riconosciuto come architetto delle milizie sciite nell’Asse della Resistenza. La sua assenza ha aperto la strada a un’intensificazione delle operazioni israeliane, parallelamente ai colpi inflitti a Hamas ed Hezbollah.
Una sequenza di attacchi ha segnato questo percorso. A settembre 2023, Abbas Nilforoushan, un generale di Hezbollah, perisce a Beirut durante un bombardamento. Il 25 dicembre 2023, Sayed Mousavi, dirigente della Qods, è stato colpito a Damasco. Il 20 gennaio 2024, l’IDF ha intensificato gli attacchi, colpendo il generale Sadegh Omidzadeh e quattro suoi collaboratori sempre nella capitale siriana.
La guerra dei 12 giorni e l’esperienza che serve all’Iran
Con il conflitto dei 12 giorni avvenuto a giugno 2025, lo Stato israeliano ha proseguito un’offensiva mirata ai vertici iraniani, danneggiando seriamente la catena di comando. Tuttavia, questo evento ha spinto l’Iran a rimodellarsi e a rafforzare il proprio sistema di reazione, che continua a dimostrarsi efficace, infliggendo danni significativi alle forze statunitensi nel Golfo e alle monarchie sunnite alleate.
Nonostante le perdite, Hezbollah ha mantenuto la sua capacità di azione, utilizzando droni kamikaze contro obiettivi israeliani e in Libano. Nel fine settimana scorso, l’IDF ha avviato una nuova ondata di attacchi, riuscendo a neutralizzare Babeian, considerato uno dei consiglieri militari vicini al leader iraniano Alì Khamenei.
Il recente bombardamento a Beirut ha avuto come obiettivo specifico il hotel Ramada, provocando la morte di almeno quattro membri della Divisione Qods, compreso Daoud Ali Zadeh, noto per il suo legame con le operazioni in Libano. Questi eventi evidenziano come il conflitto stia evolvendo e si stia espandendo in una battaglia strategica a più livelli, cui l’Iran sta rispondendo in maniera sempre più coordinata e aggressiva.
Ma daiii, che situazione assurda!!! Sembra che il conflitto non si fermi mai… Gli attacchi a personalità di spicco facendo porre interrogativi seri. Chissà dove ci porterà tutto questo. La guerra nel 2025 potrebbe essere solo all’inizio. 😳