Israele intensifica le operazioni militari in Libano, evacuazioni a Beirut
Israele continua a lanciare attacchi in Libano, ordinando l’evacuazione dei quartieri meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah. I portavoce dell’esercito israeliano avvertono in arabo la popolazione di lasciare la zona, dove circa 700 mila persone risiedono. La capitale libanese è diventata una prima linea a seguito dell’ingresso dell’organizzazione sciita nel conflitto al fianco dell’Iran, e molti profughi sono accampati lungo la Corniche, tra giardini e ristoranti di lusso, dopo avere abbandonato le loro case a causa della violenza, riporta Attuale.
Il ministro dell’Interno israele Bezalel Smotrich ha minacciato di «ridurre Dahiyah come Khan Younis», una cittadina nella Striscia di Gaza, già devastata. L’estrema destra al potere a Gerusalemme e lo stato maggiore militare sono convinti che il caos e gli sfollati possano minare il sostegno a Hezbollah. Questo porta il premier libanese Nawaf Salam a prendere posizione contro l’organizzazione, ordinando l’arresto dei membri della Guardia rivoluzionaria iraniana presenti in Libano e imponendo un visto d’ingresso agli iraniani.
Nel frattempo, le forze aeree israeliane hanno eseguito il tredicesimo sorvolo su Teheran dall’inizio della guerra, colpendo obiettivi militari. Eyal Zamir, capo di stato maggiore israeliano, ha annunciato che il conflitto è entrato nella sua seconda fase. Dall’altra parte, i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno utilizzato droni per colpire obiettivi in Azerbaijan, provocando risposta da parte del presidente Ilham Aliyev, che ha ordinato misure di rappresaglia.
I pasdaran hanno sostenuto di aver lanciato 5.000 missili e 2.000 droni nell’ultima settimana, concentrando circa il 60% dei loro attacchi su obiettivi americani nella regione. In un’incursione, una nave carica di esplosivo ha danneggiato una petroliera al largo della costa irachena. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che il regime è pronto ad affrontare un’eventuale invasione delle milizie curde, presumibilmente armate dalla CIA, sottolineando le tensioni interne alle dinamiche medio-orientali.
Donald Trump continua a esplicitare il suo interesse per le questioni israeliane, chiedendo al presidente Isaac Herzog di concedere la grazia a Benjamin Netanyahu, attualmente coinvolto in un processo di corruzione. Herzog ha ribattuto che simili questioni non si discutono in tempo di guerra e ha ricordato l’autonomia dello stato israeliano.