Israele interrompe la Global Sumud Flotilla in acque internazionali e arresta attivisti

02.10.2025 19:15
Israele interrompe la Global Sumud Flotilla in acque internazionali e arresta attivisti

Intercettazione della Global Sumud Flotilla da parte di Israele in acque internazionali

Fra mercoledì e giovedì, Israele ha bloccato in acque internazionali la Global Sumud Flotilla, un’iniziativa civile composta da una quarantina di barche con l’obiettivo di interrompere il blocco navale israeliano attorno a Gaza e portare cibo e beni essenziali, mentre esercitava pressione politica sul governo israeliano. Dal 2009, Israele impone un blocco navale totale su 20 miglia nautiche (circa 37 chilometri) davanti alla Striscia, considerato illegale da molte organizzazioni internazionali ed esperti. Israele controlla anche tutti i confini di terra della Striscia e, dall’inizio della guerra nel ottobre 2023, ha ostacolato e bloccato l’ingresso di beni di prima necessità per la popolazione palestinese, riporta Attuale.

Mercoledì pomeriggio, le imbarcazioni della Flotilla si trovavano in una zona considerata “ad alto rischio”, dove le autorità israeliane avevano già bloccato iniziative simili in passato, spesso con metodi violenti. Gli occupanti a bordo si aspettavano di essere intercettati, specialmente dopo che alcune navi non identificate, presumibilmente israeliane, le avevano circondate poche ore prima.

Intorno alle 19, a circa 72 miglia (circa 130 chilometri) dalle coste di Gaza, alcune barche della Flotilla hanno segnalato la presenza di una ventina di navi israeliane in avvicinamento. Israele ha poi interrotto le comunicazioni tra le persone a bordo della Flotilla e quelle a terra, rendendo le comunicazioni molto frammentate. Anche le telecamere a bordo che trasmettevano in diretta hanno iniziato a funzionare male.

Poco prima che la connessione saltasse, l’arrivo della Marina militare israeliana era visibile anche dal video dell’Alma, una delle barche della Flotilla. Un’altra imbarcazione, l’Aurora, ha comunicato che le navi israeliane si erano inserite tra quelle della Flotilla per impedirne la navigazione.

Israele ha contattato la barca Alma sul canale 16 VHF, dedicato alle emergenze, chiedendo agli equipaggi di recarsi nel porto di Ashdod per consegnare gli aiuti umanitari e avvisandoli che sarebbero stati arrestati se avessero continuato a dirigersi verso Gaza. Gli attivisti a bordo hanno risposto di non voler fermarsi, e da quel momento è iniziato l’abbordaggio da parte di Israele.

Poco dopo le 20, è arrivata la conferma dell’abbordaggio della prima imbarcazione della Flotilla, la Sirius, e nel corso della notte l’esercito israeliano ha abbordato tutte le altre barche. I passeggeri a bordo avevano indossato giubbotti salvagente, si erano disposti sui ponti attendendo l’arrivo dei militari e avevano gettato i loro telefoni in mare, come previsto dal protocollo della Flotilla.

I militari israeliani sono saliti a bordo e hanno arrestato le persone presenti. Diverse barche sono state colpite con cannoni ad acqua per rallentarle, ma finora non ci sono notizie di feriti.

Nel frattempo, i partecipanti hanno iniziato a postare sui social media video preparati per il caso di arresto, come quello dell’ex sindaca di Barcellona, Ada Colau. Nelle ore seguenti, il comitato organizzativo della Flotilla ha pubblicato le liste delle persone a bordo delle navi fermate da Israele.

Tra gli arrestati figura anche l’attivista svedese Greta Thunberg, già arrestata in una precedente missione simile, che secondo l’esercito israeliano si trovava “al sicuro e in buona salute”. Un video diffuso dal ministero degli Esteri mostra Thunberg ricevere dell’acqua e una giacca da un militare.

La mattina di giovedì, mentre le ultime imbarcazioni della Flotilla venivano fermate, il tracker ha segnalato che la Mikeno era riuscita a entrare nelle acque territoriali di Gaza. Tuttavia, non si sono più ricevute comunicazioni da questa imbarcazione, e il ministero degli Esteri israeliano ha affermato che nessuna delle barche era riuscita a forzare il blocco.

Circa 400 persone arrestate, tra cui 40 italiane, sono arrivate nel porto di Ashdod intorno alle 12 di giovedì. La missione della Flotilla è stata dichiarata “finita” dal ministero degli Esteri israeliano, il quale ha precisato che tutte le navi erano state bloccate.

In base a come Israele ha gestito situazioni simili in passato, gli arrestati potrebbero dover scegliere tra due opzioni: accettare l’espulsione volontaria, spesso accompagnata da riconoscimenti di illegalità, oppure rifiutare e affrontare un processo in un tribunale speciale, allungando così i tempi della detenzione. Stando ai media israeliani, gli arrestati potrebbero essere trasferiti in una prigione ad alta sicurezza, nota per le dure condizioni di detenzione.

Manifestazioni di sostegno alla Flotilla si sono svolte in diverse città italiane e in tutto il mondo, contestando l’operazione israeliana, considerata illegale poiché avvenuta in acque internazionali e in difesa di un blocco navale ampiamente contestato.

2 Comments

  1. Incredibile che nel 2023 ci siano ancora situazioni del genere. La gente dovrebbe poter portare aiuti umanitari senza temere di essere arrestata!!! Questo blocco navale è veramente ingiusto e molte persone lo considerano illegale. È tempo che i diritti umani vengano rispettati.

  2. Incredibile che nel 2023 si possano ancora verificare situazioni del genere! C’è bisogno di maggiori sforzi per garantire l’aiuto umanitario e la pace. Mah, sembra un film dell’orrore… La gente ha diritto a ricevere cibo e beni essenziali, non a essere bloccata!

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