Israele lancia un attacco all’Iran: 500 obiettivi colpiti nella giornata di ieri

01.03.2026 07:55
Israele lancia un attacco all'Iran: 500 obiettivi colpiti nella giornata di ieri

Attacco coordinato contro l’Iran: Israele e Stati Uniti scatenano l’offensiva

Il 1 marzo 2026, Israele e Stati Uniti hanno avviato un’operazione congiunta contro l’Iran, colpendo circa 500 obiettivi strategici con l’uso di droni kamikaze e missili da crociera. Questa azione è finalizzata a disabilitare l’arsenale nemico e potenzialmente decapitare la leadership iraniana, come riportato da Attuale.

Il presidente Donald Trump ha impartito l’ordine dall’abitazione di Mar-a-Lago in Florida, insieme ai vertici militari statunitensi. L’operazione mira a dare un colpo decisivo alle capacità militari iraniane, impiegando per la prima volta droni kamikaze della Task Force Scorpion, appena formata, che utilizza mezzi simili a quelli dei droni iraniani Shahed.

Israele ha mappato obiettivi cruciali, inclusi i centri di comando e le posizioni militari in diverse città iraniane come Teheran, Qom e Isfahan. Perturbazioni comunicative, compresa una parziale interruzione di internet in Iran, accompagnano l’operazione per generare confusione. Il premier israeliano Netanyahu ha comunicato che “ci sono indicazioni che Alì Khamenei non è più tra noi”, con Trump che ha confermato sulla base di informazioni ricevute, creando incertezza sull’efficacia dell’attacco e sul futuro della leadership iraniana.

Dettagli dell’attacco e obiettivi mirati

Il coordinamento delle operazioni ha visto il coinvolgimento di circa 200 velivoli. La decisione di attaccare in pieno giorno ha avuto come obiettivo quello di sorprendere le forze iraniane, le quali si aspettavano un’azione notturna. La strategia ha funzionato: in almeno tre occasioni, i dirigenti iraniani sono stati colti di sorpresa durante riunioni. Obiettivi specifici includevano sedi istituzionali e infrastrutture militari, con danni significativi a strutture come il centro di comando Beit E Rahbari e l’ufficio della Guida Suprema.

Le notizie contrastanti sulla sorte di figure di spicco, tra cui Khamenei, hanno contribuito a diffondere panico nell’élite iraniana. Circa 30 dirigenti, tra cui il comandante dei pasdaran, Mohammed Pakpour, sono stati segnalati come uccisi nell’attacco, mentre il presidente Pezeshkian riporterebbe di essere illeso.

Risposta e conseguenze per la regione

In risposta, i pasdaran hanno lanciato missili e droni contro Israël e i suoi alleati regionali. Alcuni missili hanno raggiunto Tel Aviv e altre città israeliane. In Bahrein, la base della V flotta statunitense è stata violata, causando incendi in vari edifici. Allo stesso modo, colpi sono stati registrati in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, evidenziando la portata della ritorsione iraniana.

Drammatiche anche le evoluzioni sul fronte marittimo, con i guardiani della rivoluzione che hanno avvertito le navi di evitare lo Stretto di Hormuz, rischio che potrebbe portare a un blocco delle rotte marittime vitali per il commercio globale. Questa escalation dimostra come l’Iran stia cercando di allargare il conflitto per forzare una risposta internazionale, sottolineando l’importanza del coinvolgimento degli Stati Uniti e dei loro alleati nella regione.

Il futuro incerto della regione

Il panorama politico e militare resta complesso, con il Pentagono che ha espresso preoccupazioni su costi umani e materiali dell’operazione. Con oltre 630 milioni di dollari già spesi, la necessità di valutare il passo successivo diventa sempre più urgente. Mentre i dubbi aumentano, la regione del Medio Oriente si rivela un’area ricca di sorprese imprevedibili, ponendo sfide significative per la stabilità futura e la sicurezza internazionale.

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