Costa Rica entra nella rete I-CAN per combattere la ‘Ndrangheta
A seguito della missione della Direzione Investigativa Antimafia svoltasi a San Josè nel settembre 2024, il Costa Rica ha ufficialmente aderito alla rete I-CAN (INTERPOL Cooperation Against ‘Ndrangheta) di Interpol, riporta Attuale.
Questa iniziativa globale, lanciata nel 2020 e finanziata dall’Italia, ha l’obiettivo di combattere l’organizzazione mafiosa italiana ‘Ndrangheta, collegando 24 nazioni per condividere informazioni di intelligence, mappare beni finanziari illeciti e coordinare operazioni per arrestare i latitanti. La ‘Ndrangheta è riconosciuta come una delle organizzazioni criminali più pericolose in America Latina e rappresenta una minaccia ibrida con una struttura insieme “policriminale”. Questa organizzazione è un broker mondiale nel traffico di cocaina e sfrutta tecnologie avanzate, come criptovalute e intelligenza artificiale, per il riciclaggio di denaro.
Dal 2022 è attivo il Crime analysis file (CAF), il database di Interpol dedicato al Progetto I-CAN, che ha già registrato 128.000 entità, diventando il secondo maggior database di Interpol per dati contenuti. I-CAN collabora anche con Europol per il monitoraggio e la condivisione di informazioni durante attività investigative, trasmettendo report e contribuendo ad analisi approfondite, oltre a organizzare workshop per la sensibilizzazione sulle organizzazioni criminali.
Fin dalla sua nascita nel 2020, il Progetto I-CAN ha facilitato la localizzazione e l’arresto di 171 individui legati alla ‘Ndrangheta in oltre 30 paesi, inclusi 64 latitanti, e ha portato a sequestri significativi di somme di denaro, droga e armi, affermando una cooperazione internazionale di polizia operativa, efficace e tempestiva.