Italia non parteciperà ai Mondiali: una sconfitta storica contro la Bosnia

02.04.2026 09:35
Italia non parteciperà ai Mondiali: una sconfitta storica contro la Bosnia

La Sconfitta dell’Italia contro la Bosnia Segna un Epilogo Storico

Roma, 2 aprile 2026 – Con la sconfitta subita in Bosnia, l’Italia ha segnato un capitolo triste nella sua storia calcistica: per la prima volta, una nazione che ha vinto almeno un Mondiale non parteciperà a tre edizioni consecutive della competizione. “La situazione attuale evidenzia l’urgenza di un cambiamento profondo”, riporta Attuale.

Il professor Giovanni De Luna, storico e appassionato di calcio, ha condiviso le sue riflessioni sulla situazione attuale del calcio italiano. Sostenendo di aver evitato di guardare la partita con amici a causa di un rituale scaramantico, ha descritto l’epilogo dell’incontro come un momento di tristezza collettiva.

De Luna ha sottolineato che “l’equazione ‘lo stato del calcio rispecchia il Paese’ è errata”. Ha citato casi storici, come il Napoli di Maradona, che non solventè i problemi economici della città. Tuttavia, ha riconosciuto la gravità della sconfitta contro la Bosnia, avvertendo che non partecipare ai Mondiali significa perdere tifosi e generazioni.

Riflettendo sulla “fame” storica della Bosnia, De Luna ha evidenziato come le esperienze traumatiche abbiano spinto il popolo bosniaco a reagire con determinazione. “Noi ci vantiamo delle nostre quattro stelle, ma non comprendiamo che altre nazioni come Francia, Spagna, Inghilterra e Germania sono andate in direzioni diverse”, ha affermato.

In Italia, ha continuato, esiste un ritardo culturale nel calcio, a differenza di altri sport che hanno abbracciato l’inclusività e la multiculturalità. Ha citato l’esempio della campionessa Battocletti, che ha vinto un oro dopo aver osservato il Ramadan, come un segnale di cambiamento necessario. “Il problema non è la presenza di stranieri, ma la mancanza di dirigenza adeguata che non promuove l’inclusione”, ha spiegato.

De Luna ha paragonato la sconfitta in Bosnia a Caporetto, un evento militare della Prima Guerra Mondiale considerato una vergogna nazionale. “I momenti di gloria, come la vittoria del 1982, servirono a riscattare anni bui. La leadership di figure come il presidente Pertini faceva la differenza, galvanizzando il paese attraverso il calcio”, ha concluso.

Con la necessità di un’azione radicale nel calcio italiano, De Luna ha sottolineato che non basta costruire nuovi stadi, ma che è essenziale un cambiamento culturale profondo per rinvigorire il movimento calcistico nazionale.

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