Italiani feriti nel rogo di Crans-Montana: uscite di sicurezza chiuse e titolare scappa

21.02.2026 05:36
Italiani feriti nel rogo di Crans-Montana: uscite di sicurezza chiuse e titolare scappa

Crans-Montana: Le testimonianze dei sopravvissuti rivelano gravi carenze di sicurezza nel rogo di Capodanno

Le testimonianze raccolte negli ospedali e riportate in un’informativa della Squadra Mobile di Roma delineano un quadro drammatico riguardo al rogo della notte di Capodanno avvenuto al Constellation di Crans-Montana, incidenti costati la vita a 41 persone, di cui sei italiane, riporta Attuale.

I racconti dei feriti italiani mettono in luce l’assenza di indicazioni e di misure di sicurezza. “Le fiamme si sono propagate in pochi istanti. Le uscite di sicurezza erano chiuse, sbarrate,” afferma un sopravvissuto. Di particolare rilievo è che gli estintori non sono stati utilizzati, nonostante vi fosse un dispositivo disponibile a terra. I materiali infiammabili, in particolare il legno presente nel locale, hanno ulteriormente alimentato il rogo. Non è stata notata alcuna misura efficace di prevenzione contro gli incendi.

Alcuni testimoni hanno identificato la moglie del titolare, Jessica Moretti, allontanarsi mentre il fumo avvolgeva la sala. Inoltre, durante la notte, nonostante il locale avesse già raggiunto la capienza massima, continuavano ad entrare clienti, con prezzi delle consumazioni che arrivavano fino a 270 euro per una bottiglia di champagne. La mancanza di un divieto per i minorenni, che potevano accedere al bar e consumare alcolici, solleva ulteriori preoccupazioni sulla gestione del locale.

In risposta all’accaduto, il governo svizzero sta cercando di stabilire una conciliazione sui risarcimenti attraverso un incontro tra le vittime, le loro famiglie, le compagnie di assicurazione e le autorità competenti. L’obiettivo è promuovere il dialogo per evitare lunghi procedimenti legali, che rappresenterebbero un ulteriore stress per tutti coloro che hanno subito danni. Tuttavia, le indagini promettono di essere lunghe e complesse.

I magistrati romani sono previsti a Sion nella seconda metà di marzo, per esaminare i documenti raccolti dai loro omologhi svizzeri. Non è avvenuto alcuno scambio di documenti fino a questo momento; gli atti di interesse, segnalati nella rogatoria inviata a gennaio, saranno selezionati direttamente in loco e dovranno ottenere l’autorizzazione della giustizia svizzera per la loro trasmissione. Questa procedura intricata potrebbe ritardare ulteriormente i progressi dell’inchiesta consapevole del grave peso che i sopravvissuti continuano a portare, tra dolore e rabbia.

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  1. Sono incredula… È assurdo che in un locale affollato come il Constellation non ci fossero misure di sicurezza adeguate. Le uscite chiuse e i prezzi esorbitanti per champagne mentre il fumo invadeva tutto? Doveva essere un luogo di svago, non una trappola mortale. E la moglie del titolare scappa? Veramente scioccante.

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