Ristrutturazione drammatica al Washington Post: tagli del 30% del personale
Il Washington Post annuncia un drastico taglio del 30% del personale, che include 300 giornalisti, comportando una riduzione della redazione da 800 a 500 professionisti. Questa mossa arriva in un contesto di perdite finanziarie crescenti, rendendo la situazione particolarmente critica, riporta Attuale.
Negli ultimi anni, il giornale, di proprietà di Jeff Bezos, ha già attuato ristrutturazioni significative e ha affrontato crescente insoddisfazione economica, con perdite di 77 milioni di dollari nel 2023 e 100 milioni nel 2024. Nonostante Bezos abbia affermato di poter salvare il giornale più volte, le misure drastiche continuano a non portare risultati soddisfacenti.
L’ex direttore Marty Baron ha definito la situazione attuale come “uno dei giorni più bui” per l’organizzazione, mentre l’attuale amministratore delegato, William Lewis, non si è presentato presso la redazione nel giorno dell’annuncio dei licenziamenti. Secondo le informazioni, le chiusure comprenderanno le sezioni sportive e culturali, oltre a una significativa riduzione nella copertura internazionale, colpendo anche i corrispondenti in aree come il Medio Oriente, l’India e, sembra, l’Ucraina.
Il direttore Matt Murray ha informato i lettori tramite un video, definendo la decisione come “dolorosa ma necessaria” per garantire la continuità del giornale. Tuttavia, ha anche criticato i redattori per aver adottato posizioni politiche che soddisfano solo una parte dell’elettorato, suggerendo un atteggiamento proattivo verso il cambiamento del giornale. La reazione interna indica che molti all’interno dell’organizzazione percepiscono i tagli come epurazioni, piuttosto che semplici misure di risparmio.
Questa serie di eventi ha suscitato preoccupazioni riguardo la direzione politica del giornale, con accuse di un cambiamento verso una linea editoriale più favorevole a Trump, una strategia che ha già portato alla perdita di 200 mila abbonati dopo il divieto di sostenere una candidatura democratica nel 2024. La situazione attuale del Washington Post rappresenta un caso emblematico delle sfide affrontate dai media tradizionali nell’era digitale, portando a interrogativi fondamentali sulla loro sostenibilità e integrità.