La Situazione Militare in Ucraina: Un’Analisi Approfondita
Il generale Oleksandr Syrsky, capo di stato maggiore dell’Ucraina, ha comunicato che sono sotto controllo circa 90 chilometri quadrati nel distretto di Glushkovsky. Questo territorio consente a Kiev di contenere l’avanzata russa verso Sumy, una direzione che il presidente russo Vladimir Putin ha indicato come possibile per questa settimana. Durante un incontro con i giornalisti, Syrsky ha rassicurato che il controllo di queste aree è sufficiente per contrastare le ambizioni del Cremlino di creare una zona cuscinetto lungo il confine. Anche se questa porzione di territorio rappresenta una frazione dei 1.300 chilometri che Mosca ha occupato lo scorso agosto e poi perso in seguito a una controffensiva ucraina, è evidenziante come ne risulti un notevole impegno per le forze russe, liberando così pressioni su altre aree calde come Pokrovsk, Toretsk, Lyman, Zaporizhzhia e Kherson, impiegando circa 10.000 soldati russi.
Syrsky ha anche menzionato l’operazione tela di ragno, che ha portato a un attacco efficace alle basi aeree russe all’inizio del mese. Ha annunciato la possibilità di intensificare la portata degli attacchi ucraini su obiettivi militari nemici. Tuttavia, la situazione è complicata dalla presenza di 11.000 soldati nordcoreani inviati nel Kursk, rendendo ancora più difficile la posizione ucraina.
Attualmente, Mosca sembra avere un vantaggio significativo, essendo riuscita a produrre droni avanzati e modelli resistenti alle interruzioni elettroniche. Inoltre, il dislocamento di 695.000 soldati, di cui 440.000 sono nuove reclute, secondo l’intelligence open source DeepState, è un indicatore della crescente pressione russa, con 449 chilometri quadrati di territorio ucraino occupati solo nell’ultimo mese.
Questa analisi giunge in un momento in cui i tentativi diplomatici per porre fine al conflitto sono stagnanti da settimane. Le preoccupazioni espresse da Volodymyr Zelensky riguardo al fronte urbano mediorientale aggiungono ulteriore complessità alla situazione. Kiev ha supportato la decisione di Washington di colpire gli impianti nucleari iraniani, ritenendo critico interrompere il programma nucleare di Teheran per ridurre la minaccia sia per il Medio Oriente che per altri stati. Tuttavia, alla Bankova si teme che questa guerra possa distogliere risorse e supporto militare dal conflitto ucraino, con il rischio che l’Iran possa beneficiare economicamente da un eventuale incremento del prezzo del petrolio, specialmente nel caso di un blocco dello stretto di Hormuz.
Recentemente, Zelensky ha ribadito ai partner europei il rischio delle operazioni militari russe in Europa e ha assicurato che l’intelligence militare ucraina fornirà prove concrete per supportare le sue affermazioni. Nel frattempo, le forze russe hanno perpetrato un ennesimo attacco contro un campo di addestramento di una delle brigate meccanizzate dell’esercito ucraino, causando vittime, secondo quanto riportato dai media di Kiev.
La situazione resta delicata, e mentre i combattimenti continuano, il sostegno internazionale e le strategie operative di Kiev si rivelano sempre più cruciali. Le dichiarazioni di Syrsky e le recenti azioni militari indicano una continua evoluzione del conflitto, riporta Attuale.