Kiev: Un abbattimento della lotta alla corruzione
Centinaia di cittadini ucraini hanno riempito le piazze di Kiev, Leopoli, Dnipro e Odessa per protestare contro una legge recentemente approvata che minaccia di compromettere l’autonomia delle agenzie anticorruzione nel Paese. Questa normativa, passata in un giorno tra il via libera della commissione parlamentare e la firma del presidente, viene criticata come un pericoloso passo verso il totalitarismo. Zelensky ha difeso la legge, ma osservatori internazionali e le istituzioni europee esprimono gravi preoccupazioni, riporta Attuale.
La nuova legislazione trasferisce poteri significativi alla Procura generale, controllata direttamente dal presidente, consentendo interventi su due enti anticorruzione, l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) e la Procura speciale anticorruzione (SAPO), tradizionalmente considerati indipendenti. Zelensky ha dichiarato via Telegram che «l’infrastruttura anticorruzione continuerà a funzionare». Tuttavia, i critici avvertono che ciò consente al procuratore generale Ruslan Kravchenko, sostenitore di Zelensky, di spostare le indagini verso investigatori più compiacenti o addirittura di archiviare casi.
Le manifestazioni odierne rappresentano la prima grande risposta pubblica dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, evidenziando come, nonostante la legge marziale in atto, gli ucraini non siano disposti a tollerare segnali di regressione democratica. L’approvazione della riforma ha avuto luogo in un clima di incertezze, segnato da recenti perquisizioni a tappeto delle forze dell’ordine negli uffici di NABU e SAPO e da procedimenti contro attivisti anticorruzione.
Per i detrattori della legge, queste azioni rappresentano un’inversione di oltre un decennio di sforzi per promuovere la democrazia e combattere la corruzione, un processo che ha portato alla rivolta di Euromaidan nel 2014 e transformato il panorama politico ucraino. La tensione attuale suggerisce un ripristino delle vecchie pratiche, mentre le aspirazioni di un futuro più giusto sembrano sempre più distant.
Per quanto riguarda il fronte militare, oltre ai disordini interni, la guerra continua ad imperversare. Le famiglie e le comunità in Ucraina sono costrette a navigare non solo tra le conseguenze delle politiche locali, ma anche attraverso i tumulti della crisi bellica, con i colloqui di pace che, secondo le parole di Peskov, non porteranno “svolte magiche”.
Rimanendo in tema di conflitti, anche la situazione a Gaza è sempre più drammatica. Personalità pubbliche segnalano che le morti per malnutrizione superano i cento e l’umanitaria continua a peggiorare sotto gli assedi, aggravati dalla guerra attuale tra Israele e Iran.
Infine, una serie di eventi politici e sociali a livello globale segnalano una recrudescenza delle difficoltà. Dai movimenti estremisti in Giappone alle misure contrattuali in Brasile e alla repressione delle libertà di espressione in Francia e Cina, il panorama internazionale si rivela complesso e interconnesso, dove ogni nazione affronta le proprie crisi uniche.
In questo contesto, gli sviluppi in Ucraina servono da monito riguardo all’importanza della vigilanza nella difesa delle libertà civili, mentre le comunità di tutto il mondo continuano a lottare contro l’ingiustizia e la disuguaglianza.
Buona lettura.