Le Nuove Armi Americane e le Reazioni di Kiev
DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – «Sai quanta altra gente può morire in Ucraina in questi 50 giorni?». A esprimere questa preoccupazione, in forma anonima, è una fonte del Ministero della Difesa ucraina. Altri, come il deputato del partito di governo Servitore del popolo, Maksym Buzhanskyi, parlano apertamente: «Non erano le dichiarazioni che ci aspettavamo. Ma grazie comunque a Dio, Trump e l’Europa per queste nuove armi», riporta Attuale.
Se da un lato si festeggia l’arrivo dei sistemi Patriot, dall’altro c’è inquietudine per l’ambiguità delle dichiarazioni del tycoon americano. Recentemente, Axios ha messo in evidenza che un annuncio relativo all’invio di armi offensive, oltre ai sistemi Patriot, non è stato così esplicito. Gli analisti militari avvertono da tempo che la sola difesa aerea potrebbe non essere sufficiente a scoraggiare Putin. La deterrenza, secondo la dottrina militare, richiede anche la capacità di attacco.
Opinioni Contrastanti Sulla Situazione
Nel contesto di un generale pessimismo, c’è chi cerca di scorgere un lato positivo. Il politologo Vitaliy Portnikov, in diretta televisiva, afferma: «Trump ha capito finalmente che ogni volta che chiamava, Putin lo ingannava ulteriormente». Tuttavia, alcuni esperti mettono in dubbio che l’impegno su Patriot possa essere adeguato. Un ex ufficiale ucraino su X esprime scetticismo riguardo alla dichiarazione di Trump sui 17 sistemi Patriot, preoccupandosi più che altro per gli intercettori, la cui scarsità rappresenta un problema significativo. A meno che non ci siano ulteriori sviluppi, è difficile che ciò possa impressionare il Cremlino.
Le Dichiarazioni di Putin e le Ripercussioni
Un altro aspetto preoccupante viene sollevato riguardo alla telefonata con Trump del 3 luglio, in cui Putin ha chiesto 60 giorni per entrare nei confini amministrativi delle regioni di Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Lugansk. Questo porta a riflettere sul fatto che, dopo quell’interazione, Trump ha deciso di attivare i Patriot, di fatto dando ai russi un vantaggio di 50 giorni su 60, come evidenziato da una fonte della Difesa di Kiev.
Le Reazioni della Leadership Ucraina
Dal Palazzo Presidenziale ucraino giungono commenti prudenti. Il presidente Zelensky esprime riconoscenza a Trump «per la sua disponibilità a sostenere la difesa delle vite ucraine», dopo aver avuto con lui una telefonata definita «un’ottima conversazione». Tuttavia, maggior entusiasmo viene manifestato per il «produttivo» incontro con l’inviato speciale in Ucraina, Keith Kellogg. Durante questo colloquio, si è discusso della direzione da mantenere verso la pace e di misure concrete per affrontarla, inclusi il rafforzamento della difesa aerea ucraina e la cooperazione con l’Europa per l’approvvigionamento di armi di difesa.
Rimpasto di Governo e Nuove Nomine
Queste dichiarazioni arrivano mentre Zelensky annuncia il più ampio rimpasto di governo dall’inizio del conflitto allo scopo di rafforzare i legami con l’America di Trump e rilanciare l’economia di un Paese logorato da oltre tre anni di guerra. La 39enne vicepremier Yuliia Svyrydenko, attuale ministra dell’Economia e alleata di Andriy Yermak, è in corsa per la leadership dell’esecutivo. Si prevede che il premier uscente Denys Shmyhal assuma il Ministero della Difesa, mentre Rustem Umerov è candidato a un ruolo delicato come ambasciatore negli Stati Uniti.
In questo scenario, l’attuale rappresentante a Washington, Oksana Markarova, è vista come eccessivamente vicina ai democratici, il che potrebbe richiedere un sacrificio necessario. Resta da vedere se queste manovre saranno sufficienti.