Kimmitt, il generale di Bush: «Trump ha avuto successo in Iran, i siti nucleari danneggiati»

23.06.2025 11:35
Kimmitt, il generale di Bush: «Trump ha avuto successo in Iran, i siti nucleari danneggiati»

Mark Kimmitt analizza la situazione attuale in Iran

Mark Kimmitt, figura di spicco nel panorama militare americano, ha recentemente espresso le sue opinioni sulla possibilità che il presidente Donald Trump avesse già pianificato un attacco contro l’Iran. Kimmitt si è detto «affascinato e onestamente anche impressionato» dal modo in cui Trump ha gestito la situazione, sottolineando il successo nell’evitare potenziali perdite di vite umane. «Penso che fosse già pronto a attaccare», riporta Attuale.

Il suo ruolo di ex vicesegretario di Stato per gli Affari politico-militari sotto la presidenza di George W. Bush e la sua esperienza come generale del Centcom conferiscono credibilità alle sue valutazioni. Riportando a interviste recenti, Kimmitt ha affermato che, quando Trump ha detto di aver dato una pausa di due settimane, in realtà aveva già in mente l’operazione.»

Parlando della possibilità di futuri attacchi, ha dichiarato che non ci si aspetta immediatamente ulteriori azioni. Gli Stati Uniti sono attualmente coinvolti in una valutazione dei danni causati dai recenti bombardamenti, noti come Bomb Damage Assessment. Kimmitt ha osservato che se la valutazione dovesse rivelare che gli obiettivi non sono stati raggiunti, è probabile che ci saranno ulteriori attacchi.

Quando gli è stato chiesto riguardo alla valutazione dell’efficacia dei primi raid, ha indicato che sarebbe necessario avere accesso a informazioni di intelligence più dettagliate, comprese le immagini satellitari e le intercettazioni elettroniche, per formulare un giudizio più accurato.

In risposta a domande circa i rischi per le forze americane nella regione, Kimmitt ha avvertito che gli interessi degli Stati Uniti, comprese le truppe e le basi, sono attualmente in pericolo. L’Iran, come ha osservato, dispone di diverse opzioni per reagire, inclusa la possibilità di utilizzare milizie e attacchi terroristi per colpire gli interessi americani.

Anche se gli alleati americani in Medio Oriente non vedono di buon occhio il regime iraniano, Kimmitt ha evidenziato che c’è un desiderio comune di vedere la fine del programma nucleare iraniano attraverso la diplomazia. Gli alleati sperano di scongiurare il rischio di un ampio conflitto, temendo le conseguenze destabilizzanti di un cambiamento di regime in Iran.

In conclusione, mentre la situazione resta fluida, Kimmitt ha sottolineato l’importanza di monitorare gli sviluppi futuri e di prepararsi a possibili scenari complessi che potrebbero sorgere nel contesto delle relazioni americane con l’Iran e della stabilità regionale.

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