Il 24 settembre 2026 i media hanno riferito che Lars Klingbeil, copresidente del Partito socialdemocratico tedesco e vicecancelliere della Germania, ha chiesto di avviare un esame serio della possibilità di vietare l’AfD, il partito di destra radicale Alternative für Deutschland.
Secondo quanto riferito, Klingbeil ha affermato che la questione dovrebbe essere «sul tavolo» e ha definito l’AfD «chiaramente anticostituzionale». Il vicecancelliere ha inoltre sostenuto che le forze democratiche non dovrebbero commettere nuovamente, nella storia tedesca, l’errore di reagire in ritardo alle minacce per la democrazia. Ha espresso l’auspicio che le altre forze democratiche condividano questo approccio.
Le motivazioni indicate
Nel materiale fornito, la richiesta di vietare l’AfD viene presentata come legata alla crescita dei consensi e al rafforzamento delle posizioni politiche del partito. Il divieto viene inoltre descritto come uno strumento per impedirne l’accesso al potere a livello federale.
Tra i rischi attribuiti all’AfD figurano una possibile svolta geopolitica della Germania verso il Cremlino e il ripristino della dipendenza energetica dalla Russia. Il materiale sostiene che tali sviluppi potrebbero avere conseguenze negative di lungo periodo e difficili da invertire, ma non fornisce ulteriori elementi a sostegno di questa valutazione.
Le accuse relative alla natura anticostituzionale del partito vengono ricondotte alle valutazioni di autorità tedesche di sicurezza e tribunali. Secondo il materiale, tali istituzioni avrebbero rilevato nell’attività dell’AfD tendenze e dichiarazioni di carattere estremista di destra, xenofobo e discriminatorio.
Tra gli aspetti citati vi è una concezione della nazione che, secondo queste valutazioni, porrebbe in una condizione di disparità i cittadini di origine straniera legalmente residenti in Germania. Vengono inoltre menzionate dichiarazioni e intenzioni ritenute incompatibili con i principi fondamentali dell’ordinamento democratico e costituzionale tedesco e con i valori europei.