Crisi diplomatica tra Francia e Stati Uniti: l’ambasciatore Kushner diserta la convocazione
Il diplomatico statunitense Charles Kushner, padre di Jared Kushner, ha rifiutato per la seconda volta in sei mesi di presentarsi al ministero degli Esteri francese. Mentre la tensione tra Francia e Stati Uniti continua ad aumentare, il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha espresso sorpresa per l’assenza dell’ambasciatore, sottolineando che ogni ambasciatore dovrebbe rispettare le consuetudini diplomatiche e rispondere alle convocazioni del Quai d’Orsay, riporta Attuale.
La situazione si è intensificata dopo la morte di Quentin Deranque, un attivista di estrema destra ucciso a Lione, che l’ambasciata statunitense ha classificato come un’azione preoccupante, evidenziando una crescita dell’estremismo violento di sinistra. In risposta a queste dichiarazioni, il governo francese ha percepito l’intervento come un’ingerenza nelle questioni interne e ha richiamato l’ambasciatore Kushner per chiarimenti, ma egli ha inviato un delegato al suo posto, citando impegni pregressi.
Kushner, 71 anni, è un miliardario nel settore immobiliare. È stato condannato nel 2005 a 14 mesi di carcere per frode fiscale e per aver ingaggiato una prostituta con l’intento di incastrare il cognato. Graziato da Trump, è stato nominato ambasciatore a Parigi nel luglio 2025, nonostante la sua mancanza di esperienza diplomatica. La sua prima convocazione al Quai d’Orsay risale a agosto 2025, in seguito alle sue controversie sul riconoscimento della Palestina e sulle accuse di antisemitismo rivolte a Macron.
Di fronte a questa situazione, il ministro Barrot ha dichiarato che, in base alle circostanze, Kushner non avrà più accesso diretto ai membri del governo francese. Tuttavia, ha rassicurato che questo incidente non influirà sulle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, che quest’anno celebrano il loro 250° anniversario. Tuttavia, la capacità di Kushner di adempiere i suoi doveri potrebbe essere compromessa.
Barrot ha anche commentato il recente dissidio tra Macron e la premier italiana Giorgia Meloni riguardo alla questione Deranque. Meloni, in un gesto di solidarietà, aveva espresso le sue condoglianze, provocando l’irritazione di Macron. Il presidente francese rispose, suggerendo di occuparsi dei propri affari. Questo scambio ha portato a un ulteriore deterioramento delle relazioni tra Italia e Francia, evidenziato dall’assenza del premier francese Sébastien Lecornu alla chiusura dei Giochi di Milano Cortina per motivi di salute, così come il vertice bilaterale programmato per aprile a Tolosa è stato posticipato.
Il ministro Barrot ha concluso che l’argomento è ora considerato chiuso, ma ha ribadito la necessità di un chiarimento da parte di Kushner e ha accennato a discussioni future riguardanti le sanzioni americane su cittadini europei, tra cui l’ex commissario europeo Thierry Breton.