La Bulgaria adotta l’euro: riconoscimento storico che segna un cambio di rotta
La Bulgaria, dopo anni di rigorosa disciplina fiscale, entrerà ufficialmente nell’Eurozona il 1° gennaio 2026, un evento che rappresenta non solo un traguardo economico, ma anche un significativo passo geopolitico verso l’Occidente. La notizia ha sollevato timori tra i cittadini riguardo l’aumento dei prezzi, alimentati dalla campagna di opposizione condotta da gruppi di destra e filorussi, riporta Attuale.
Il percorso verso l’adozione dell’euro non è stato privo di sfide. Nel 1997, la Bulgaria si trovava sull’orlo del collasso economico con un’inflazione superiore al 242%. Da allora, il paese ha scelto la stabilità, agganciando il lev al marco tedesco e poi all’euro, mantenendo il deficit di bilancio e l’indebitamento ben al di sotto dei requisiti stabiliti dall’Unione Europea. Nel corso degli anni, la Bulgaria ha mantenuto uno dei livelli di debito pubblico più bassi della regione, attestandosi intorno al 24%, molto lontano dal limite del 60% imposto da Bruxelles. Grazie a questa disciplina, nel 2022, il paese è riuscito a riportare l’inflazione al 2,7%, rimanendo sotto la soglia critica del 2,8% necessaria per entrare nell’Eurozona.
Il 4 giugno di quest’anno, la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea hanno certificato che Sofia soddisfa i criteri di convergenza. Poche settimane dopo, l’8 luglio, il Consiglio Ecofin ha ufficializzato il tasso di conversione: 1 euro = 1,95583 lev, lo stesso valore che ha regolato il cambio ufficiale da anni.
Tuttavia, il passaggio all’euro non è privo di controversie. Nonostante il riconoscimento formale favorisca lo sviluppo economico, la popolazione bulgara è divisa sull’adozione della moneta unica. Molti cittadini temono un aumento dei prezzi che potrebbe derivare dall’integrazione nell’Eurozona. Inoltre, la situazione politica in Bulgaria è instabile, con un governo recentemente dimissionario, sotto pressione per corruzione e proteste di massa. L’instabilità ha eroso la fiducia nelle istituzioni, complicando ulteriormente il processo di adesione.
La transizione verso l’euro rappresenta anche un importante cambiamento geopolitico, segnando una chiara divergenza da Mosca e un avvicinamento all’Unione Europea. Secondo l’analista Milen Keremedchiev, quella bulgara è una posizione di favore verso l’Europa, ma la campagna di comunicazione del governo per spiegare i benefici dell’adozione dell’euro è stata debole, permettendo a gruppi estremisti di alimentare il clima di sfiducia. Molti bulgari hanno visto i prezzi impennarsi dopo l’annuncio dell’adesione, exacerbando le preoccupazioni economiche.
Con questo passaggio atteso, la Bulgaria si prepara a un futuro che potrebbe riservare sia opportunità di crescita che sfide significative per la propria economia e stabilità sociale.