La campagna per le elezioni politiche del 2027 inizia con le opposizioni che protestano contro i pieni poteri

01.11.2025 06:45
La campagna per le elezioni politiche del 2027 inizia con le opposizioni che protestano contro i pieni poteri

Inizio della Campagna Elettorale: Le Opposizioni Sventolano il Cartello “No ai Pieni Poteri”

La campagna elettorale per le elezioni politiche del 2027 è cominciata ieri mattina con i senatori dell’opposizione che hanno sventolato il cartello: “No ai pieni poteri”. È evidente che la separazione delle carriere dei magistrati non ha nulla a che fare con i pieni poteri del governo o del presidente del Consiglio. Attualmente, l’Italia è l’unico Paese europeo (e non solo) in cui il pubblico ministero non dipende dal ministero della Giustizia e ciò non cambierà nemmeno dopo questa riforma, riporta Attuale.

Si potrebbe discutere di pieni poteri, seppure impropriamente, nel momento in cui entrasse in vigore la legge sul premierato, la quale consentirebbe al presidente del Consiglio di pretendere, in alcune situazioni, lo scioglimento delle Camere, anche senza il consenso del presidente della Repubblica. Questa possibilità è già presente in alcuni Paesi europei.

Il cartello esibito dalle opposizioni evidenzia che la difesa della magistratura non sarà al centro della campagna elettorale referendaria, considerando che i giudici hanno perso grande parte della loro popolarità nel tempo. La strategia si concentra invece su una campagna contro Meloni, con la speranza che una sconfitta nel referendum possa indebolire la maggioranza in vista delle prossime elezioni politiche. Tuttavia, la premier ha affermato di non commettere l’errore di Matteo Renzi, che si dimise dopo la sconfitta referendaria del 2016.

È importante sottolineare che la separazione delle carriere e le sue implicazioni non ridurranno l’entità dei processi né alcuni episodi di mala giustizia. Tuttavia, il suo punto di forza risiede nella garanzia al magistrato di emettere una sentenza senza il condizionamento psicologico del pubblico ministero. Negli anni di Mani Pulite, il lavoro del gip consisteva nel riportare le richieste del pubblico ministero senza alcun tipo di verifica.

Il sorteggio dei membri dei due consigli superiori potrebbe portare alla promozione di figure inadeguate, ma indubbiamente smantellerà il potente potere delle correnti, che attualmente giustificano le nomine negli uffici direttivi delle procure e dei tribunali, basate su spartizioni. La proposta di creare un’Alta Corte per provvedimenti disciplinari, con membri laici e magistrati sorteggiati, dovrebbe ridurre il mercimonio dei favori che garantiscono l’impunità per i giudici sotto inchiesta.

Tuttavia, per garantire un’efficacia reale, questa riforma deve essere completata con due elementi fondamentali: la responsabilità civile dei magistrati, poiché oggi è lo Stato a risarcire per i loro errori (potranno stipulare assicurazioni, come i medici) e il collegamento delle promozioni alla qualità effettiva del lavoro svolto. Attualmente, il 99% dei magistrati raggiunge il massimo della carriera, indipendentemente dal fatto che molte delle loro richieste accusatorie siano disattese e le loro sentenze modificate. Solo allora i cittadini potranno essere realmente tutelati.

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