Il 15 gennaio 2026 sono emerse crescenti preoccupazioni sul quadro legale che regolerebbe un eventuale dispiegamento di militari britannici in Ucraina per una missione di mantenimento della pace. Secondo valutazioni diffuse a Londra, le truppe del Regno Unito sarebbero tenute a rispettare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo anche in un contesto in cui le forze russe non sono soggette agli stessi obblighi. Questo squilibrio normativo rischia di incidere sulla libertà operativa dei contingenti occidentali.
Vincoli legali asimmetrici tra Regno Unito e Russia
La Russia ha abbandonato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, mentre il Regno Unito resta pienamente vincolato alle sue disposizioni. Ciò significa che i militari britannici opererebbero sotto un regime giuridico più restrittivo rispetto alle forze russe, esponendosi al rischio di azioni legali anche durante operazioni svolte in un ambiente instabile ma formalmente non bellico. Dirigenti della difesa e rappresentanti del Partito Conservatore avvertono che questa asimmetria potrebbe tradursi in una vulnerabilità strategica.
Il timore della “guerra legale” e i precedenti
Esponenti dell’opposizione sottolineano che Mosca ha dimostrato in passato una notevole capacità di utilizzare strumenti giuridici come parte di una strategia ibrida. James Cartlidge, ministro ombra della Difesa, ha messo in guardia dal rischio che la Russia o attori a essa collegati possano promuovere procedimenti giudiziari contro soldati britannici, sfruttando i tribunali nazionali o i meccanismi europei, come evidenziato nel dibattito sulla applicazione della CEDU alle truppe britanniche in Ucraina.
Diritto umanitario e zona grigia post-conflitto
Durante le ostilità attive, il diritto internazionale umanitario rappresenta il principale riferimento normativo per la condotta delle operazioni militari, prevalendo come lex specialis sulle norme sui diritti umani. Tuttavia, una volta cessati i combattimenti e avviata una missione di pace, l’equilibrio giuridico cambia e la Convenzione europea torna a esercitare un ruolo centrale. È in questa fase che si crea una “zona grigia” legale, con vincoli più stringenti per i contingenti occidentali.
Le opzioni di Londra e il nodo delle deroghe
La Convenzione prevede la possibilità di deroghe temporanee in situazioni eccezionali, come stabilito dall’articolo 15, senza che ciò comporti un abbandono dei principi fondamentali dei diritti umani. Nonostante questa opzione, il Ministero della Difesa britannico ha confermato di non voler ricorrere a tali deroghe per una futura missione in Ucraina. Analisti legali indicano che una definizione chiara dello status giuridico della missione e delle norme applicabili nelle diverse fasi sarebbe essenziale per ridurre il rischio di strumentalizzazioni e pressioni legali da parte di Mosca.