La Commissione Ue critica il governo per la nomina del nuovo ad di Trenitalia: possibile infrazione

04.07.2025 19:45
La Commissione Ue critica il governo per la nomina del nuovo ad di Trenitalia: possibile infrazione

Bruxelles ha sollevato dubbi riguardo al trasferimento di Gianpiero Strisciuglio da Rfi a Trenitalia, ritenendo che la sua nomina contravvenga sia alle normative europee che italiane, riporta Attuale.

La Commissione europea ha posto un freno alle pratiche degli scambi di personale tra Trenitalia e Rete ferroviaria italiana (Rfi). Secondo quanto riportato dal giornalista Sergio Rizzo su L’Espresso, l’Unione Europea avrebbe inviato una lettera al governo italiano il 27 giugno, il cui tema è chiaro: «Possibile inosservanza della direttiva 2012/34/Ue che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico». Tra i destinatari ci sono tre membri dell’esecutivo Meloni: il vicepremier Matteo Salvini (Infrastrutture), Antonio Tajani (Esteri) e Tommaso Foti (Affari europei).

Il trasferimento di Strisciuglio da Rfi a Trenitalia

Nel documento, il cui contenuto è stato rivelato in esclusiva da Sergio Rizzo per L’Espresso, la Direzione generale mobilità e trasporti della Commissione europea ha criticato il governo italiano, accusandolo di non rispettare le regole europee sul passaggio di incarico di Gianpiero Strisciuglio dall’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (che gestisce l’infrastruttura ferroviaria) a quello di Trenitalia (responsabile del servizio di trasporto pubblico ferroviario). Secondo Bruxelles, la nomina di Strisciuglio viola in modo chiaro le normative europee. Per tale motivo, la Commissione ha avvertito che, «in mancanza di una risposta soddisfacente rispetto alle questioni sollevate nella lettera riguardo a questa situazione», potrebbe decidere di avviare un procedimento di infrazione.

La violazione del divieto di due anni

Come sottolineato da Sergio Rizzo, il trasferimento di Strisciuglio confronta anche con la normativa italiana. Il decreto legislativo 112 del 2015, emanato in aderenza alla direttiva europea che la Commissione chiede ora all’Italia di seguire, stabilisce quanto segue: «I responsabili dell’adozione di decisioni sulle funzioni essenziali non possono assumere, per un periodo di ventiquattro mesi dalle loro dimissioni, alcun ruolo all’interno delle imprese ferroviarie che operano sulla relativa infrastruttura». Ciò implica che devono passare almeno due anni prima di poter passare da un’azienda che lavora sull’infrastruttura ferroviaria a un’altra dello stesso settore, per prevenire eventuali conflitti di interessi.

Le richieste da Bruxelles

Per giustificare il trasferimento di Strisciuglio a Trenitalia, il governo Meloni aveva presentato una serie di argomentazioni poco credibili, sostenendo che l’ex CEO di Rfi non avesse mai preso «decisioni sulle funzioni essenziali» dell’azienda, nonostante fosse amministratore delegato. La questione ha attirato sicuramente l’attenzione dei tecnici di Bruxelles, che ora richiedono chiarimenti al governo italiano e minacciano l’apertura di una procedura di infrazione.

Foto copertina: ANSA/Matteo Corner | Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore Generale di Trenitalia

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