Il ministro della Difesa nordcoreano No Kwang Chol ha ricevuto nella capitale una delegazione del Ministero della Difesa russo guidata dal vice ministro Viktor Goremykin. All’incontro hanno partecipato anche alti funzionari della Corea del Nord e l’ambasciatore russo Aleksandr Matsegora. Secondo il Servizio di intelligence sudcoreano (NIS), l’esito dei colloqui prevede l’invio in Russia di circa 5 000 militari nordcoreani, principalmente reparti del genio e unità di costruzione destinate a operare in aree di guerra e nei lavori di sminamento.
Un’escalation di cooperazione militare
Da settembre 2025 Seul rileva segnali di preparativi per il dispiegamento di nuovi contingenti nordcoreani in Russia. Si tratterebbe di un ampliamento rispetto al primo gruppo di 11 000 soldati, tra cui, secondo fonti ucraine e sudcoreane, le perdite hanno già superato i 4 700 tra morti e feriti nel 2024 e nella prima metà del 2025. Le cifre smentiscono la narrativa di Pyongyang secondo cui la missione avrebbe carattere esclusivamente “umanitario” o “ricostruttivo” e confermano il loro impiego diretto sul fronte.
Forniture massicce di armi e munizioni
Dal 2023 la Corea del Nord è diventata uno dei principali fornitori di munizioni d’artiglieria per l’esercito russo. Secondo l’intelligence sudcoreana, fino a luglio 2025 Pyongyang ha inviato a Mosca oltre 12 milioni di proiettili, per lo più da 152 mm, e più di 20 000 container di munizioni. A febbraio 2025 il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov ha affermato che la Corea del Nord fornisce circa il 50 % delle munizioni di cui la Russia necessita per la guerra su larga scala. Pyongyang avrebbe inoltre consegnato più di 100 missili balistici a corto raggio KN-23 e KN-24, lanciati almeno 60 volte contro infrastrutture civili e critiche ucraine.
Violazioni delle sanzioni ONU e scambio di tecnologie sensibili
Questa cooperazione viola apertamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che vietano a Pyongyang la vendita di armi e la cooperazione militare. Le forniture di proiettili e missili, insieme all’invio di personale militare, rappresentano un aggiramento sistematico del regime sanzionatorio.
Secondo fonti statunitensi, Mosca sarebbe pronta a trasferire alla Corea del Nord tecnologie avanzate nel campo satellitare e spaziale in cambio del continuo afflusso di munizioni. Tale scambio potrebbe migliorare notevolmente la precisione delle capacità missilistiche nordcoreane. Servizi di intelligence occidentali temono inoltre che la Russia possa contribuire alla modernizzazione del programma nucleare di Pyongyang, fornendo componenti per sommergibili a propulsione nucleare, in violazione del Trattato di non proliferazione.
Un’alleanza militare e politica in formazione
Il 19 giugno 2024 Vladimir Putin e Kim Jong Un hanno firmato a Pyongyang un Trattato di partenariato strategico globale con clausole di mutua assistenza in caso di aggressione. Questo accordo è diventato la cornice legale per la cooperazione militare, dall’invio di munizioni all’impiego di truppe nordcoreane in progetti “di ricostruzione”.
La presenza ai colloqui del Dipartimento politico della Corea del Nord e del vice ministro degli Esteri Kim Jong Gyu conferma che Mosca e Pyongyang stanno sviluppando una linea politico-diplomatica coordinata per opporsi all’Occidente e aggirare le sanzioni internazionali. La loro cooperazione si sta trasformando in un’alleanza militare-politica di fatto, con conseguenze dirette sulla sicurezza globale e sulla durata della guerra in Ucraina.