La Corte costituzionale peruviana sospende le indagini contro la presidente Dina Boluarte
La Corte costituzionale peruviana ha stabilito che i presidenti del paese non possono essere indagati finché sono in carica, sospendendo così tutte le inchieste contro la presidente Dina Boluarte fino alla fine del suo mandato, prevista per luglio del 2026. Le indagini potranno riprendere dopo quella data, poiché la Costituzione peruviana proibisce la rielezione dei presidenti uscenti, o prima se Boluarte dovesse dimettersi o essere rimossa dal suo incarico in anticipo, riporta Attuale.
Attualmente, la presidente Boluarte si trova in una situazione di estrema impopolarità. Sono attive tre inchieste nei suoi confronti: la prima risulta essere il cosiddetto “Rolexgate”, in cui è accusata di corruzione per non aver dichiarato alcuni gioielli e orologi nelle informative finanziarie richieste dalla legge. Un’altra inchiesta riguarda l’abbandono dell’incarico, in quanto si è sottoposta a un intervento di chirurgia estetica al naso senza informare il parlamento. Infine, c’è un’indagine attinente alla morte di oltre 60 manifestanti durante le proteste seguite alla caotica rimozione dall’incarico del suo predecessore, Pedro Castillo.
Questo contesto complesso e le indagini che pendono sul suo operato pongono interrogativi significativi sulla stabilità politica del Perù e sulle responsabilità dei leader in carica. La Corte costituzionale, intervenendo su questo tema, potrebbe aver scongiurato ulteriori turbolenze politiche nel breve termine, ma solleva anche interrogativi sul futuro della governance e sull’efficacia del sistema di controllo all’interno delle istituzioni peruviane.
Incredibile come nel 2023 si possano sospendere inchieste così importanti! Non è che ci vorrebbe un po’ di trasparenza? In Italia questi scandali ci ricordano che a volte si fa fatica a separare il potere dalla giustizia. Ma cosa farà ora la presidenta per riacquistare la fiducia del popolo?