La Corte dei conti critica la rottamazione e le conseguenze fiscali per i contribuenti

07.11.2025 07:25
La Corte dei conti critica la rottamazione e le conseguenze fiscali per i contribuenti

Braccio di ferro tra governo e Corte dei conti sulla rottamazione fiscale

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina è stato bloccato, dando avvio a un nuovo confronto tra governo e Corte dei conti. Durante un’audizione presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato, i rappresentanti della magistratura contabile hanno rigidamente criticato la rottamazione, misura sostenuta dalla Lega, avvertendo che questa potrebbe “ridurre la compliance fiscale” e trasformare l’Erario in un “finanziatore dei contribuenti morosi”, riporta Attuale.

Questa posizione ha provocato reazioni forti tra le forze di maggioranza, sebbene con sfumature diverse. Andrea Crippa, membro della Lega, ha risposto con durezza: “La Corte dei conti vive su Marte. Non si spiegano altrimenti i rilievi senza senso a una pace fiscale che non solo è necessaria, ma è anche doverosa per ridare ossigeno a milioni di cittadini, imprenditori e professionisti onesti. Uno Stato degno di questo nome ha il dovere di aiutare chi ha dichiarato i suoi redditi e non è però riuscito a pagare tutto il dovuto al Fisco perché in difficoltà economica o a causa della pandemia. Giù le mani dalla pace fiscale”. Anche il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, ha sottolineato: “La rottamazione non è un ‘finanziamento ai contribuenti morosi’, ma uno strumento per riattivare l’economia e sostenere chi, pur avendo effettuato le dichiarazioni richieste, non è riuscito a versare quanto dovuto. Lo Stato non sarà la banca di nessuno”.

Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia, ha fatto sapere che il suo partito condivide la necessità di un uso sobrio della rottamazione, specificando che quella prevista dalla manovra completa le norme esistenti e si integra coerentemente con la riforma fiscale.

Il presidente della Commissione Finanze di Montecitorio per Fratelli d’Italia, Marco Osnato, ha adottato un approccio più cauto: “Che la rottamazione aiuti chi è in ritardo con i pagamenti è lapalissiano, ma è eccessivo definire l’erario come il ‘finanziatore’ dei contribuenti morosi, anche perché sono previsti interessi al 4%. Detto questo, ne prendiamo atto”.

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