La corte suprema israeliana consente la permanenza delle ong a Gaza per il momento

27.02.2026 20:25
La corte suprema israeliana consente la permanenza delle ong a Gaza per il momento

La Corte Suprema israeliana consente alle ong di operare temporaneamente nella Striscia di Gaza

La Corte Suprema israeliana ha stabilito che, per il momento, le organizzazioni non governative attive nella Striscia di Gaza possono continuare a operare, nonostante l’ordine opposto del governo israeliano. Questa decisione temporanea è stata presa per consentire alla Corte di esaminare il ricorso presentato da alcune organizzazioni contro il blocco, riporta Attuale.

A partire dal 1° gennaio 2025, Israele aveva vietato a 37 ong umanitarie di operare nella Striscia di Gaza, imponendo loro di lasciare il territorio entro il 1° marzo. La giustificazione fornita dal governo israeliano riguardava la mancata presentazione di un elenco di dipendenti palestinesi, necessario per accertare l’assenza di legami con organizzazioni terroristiche, come Hamas. In risposta, domenica 17 ong hanno presentato un ricorso alla Corte Suprema, evidenziando i rischi di gravi conseguenze umanitarie derivanti dalla cessazione delle loro attività.

Nella sua decisione di sospendere temporaneamente il divieto, la Corte Suprema ha specificato di non aver ancora espresso un giudizio sul merito del ricorso e non ha fissato una scadenza per una sentenza definitiva.

Il provvedimento del ministero degli Affari della diaspora e del contrasto all’antisemitismo ha colpito diverse organizzazioni internazionali renomate, tra cui Medici senza Frontiere, ActionAid, l’International Rescue Committee e il Norwegian Refugee Council.

Israele accusa da tempo le ong operative nella Striscia di Gaza di avere legami con Hamas, con il caso più discusso riguardante l’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, che deve lavorare in contatto con il gruppo, dato che Hamas governa la Striscia dal 2007.

Negli ultimi anni, le norme stabilite da Israele per l’assistenza umanitaria a Gaza e in Cisgiordania hanno richiesto alle ong di presentaredocumenti dettagliati sulle proprie attività, inclusi nomi e identificazioni dei dipendenti, sia stranieri che palestinesi. Molte organizzazioni hanno rifiutato di ottemperare a tali richieste, principalmente per proteggere la sicurezza dei loro collaboratori, specialmente quelli palestinesi.

Nel loro ricorso, le ong sostengono che le nuove misure violino il diritto internazionale e che Israele non abbia l’autorità di bloccare le loro operazioni. L’ordine precedente stava già complicando il lavoro delle ong e l’assistenza alle persone bisognose, rendendo ancora più controversa e difficile la situazione umanitaria nella regione.

2 Comments

  1. Non posso credere che si stia discutendo di queste cose, la situazione è così complicata… Le ong fanno un lavoro fondamentale, senza di loro chi si occupa delle persone a bisogno? Spero davvero che il buon senso prevalga e che si trovi una soluzione.

  2. Che situazione assurda!!! Le ONG sono fondamentali per la popolazione di Gaza, ma sembra che ogni tentativo di aiuto venga ostacolato. È triste vedere che i diritti umani vengano messi in secondo piano… Speriamo che la Corte faccia la scelta giusta. Ma chissà, di solito i giochi più grandi sono sempre più forti delle necessità reali.

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