La crisi del petrolio si intensifica: l’andamento dei prezzi mette in allerta i governi

09.03.2026 13:45
La crisi del petrolio si intensifica: l'andamento dei prezzi mette in allerta i governi

La nuova crisi del petrolio

A Manila, molte pompe di benzina sono chiuse a causa dell’esaurimento delle cisterne. Foto simili arrivano anche dal Pakistan, dall’Indonesia e dalla Corea del Sud. Il mondo sembra così tornare agli anni Settanta, un’epoca di crisi energetiche: «È la peggiore da mezzo secolo», riporta Attuale. Le prospettive rimangono fosche, amplificate dai recenti attacchi alle raffinerie iraniane.

Da quando la nuova guerra del Golfo è iniziata dieci giorni fa, l’economia globale ha subito una contrazione dell’offerta di petrolio di circa duecento milioni di barili, equivalente a due giorni d’uso. I prezzi hanno superato i cento dollari al barile, principalmente a causa delle crescenti incertezze sulla durata e l’espansione del conflitto. L’Iran ha nominato un nuovo leader, Mojtaba Khamenei, considerato un conservatore. Israele ha intensificato i bombardamenti sulle installazioni petrolifere iraniane, aumentando il rischio di un conflitto prolungato, che potrebbe mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz per mesi, privando il mercato del 20% della fornitura globale di petrolio e gas naturale liquefatto.

Questa crisi ha spinto i governi a prendere misure per attutire gli effetti economici immediati. I paesi del G7 si riuniranno per discutere il rilascio di una parte delle riserve strategiche nationali da circa 1,2 miliardi di barili. Si prevede che il rilascio sarà di circa 300-400 milioni di barili, una quantità significativamente superiore a quella non giunta nel mercato a causa della guerra.

Anche i principali produttori di petrolio stanno rispondendo. L’Arabia Saudita sta riattivando il suo oleodotto «Est-Ovest», che consente l’esportazione di greggio tramite terra, e ha già deviato due petroliere verso il Mar Rosso. Gli Emirati Arabi Uniti stanno attivando anche l’oleodotto Habshan-Fujairah, evitando così le restrizioni imposte dall’Iran e i rischi di guerra. Tuttavia, queste misure potrebbero rivelarsi insufficienti, poiché l’oleodotto saudita ha una capacità inferiore alla metà di quella richiesta per sostenere la domanda attuale.

Il mercato ha già reagito: la notizia della riunione del G7 ha contribuito a calmare temporaneamente i rincari, ma il prezzo del Brent rimane superiore ai cento dollari al barile, rispetto ai sessanta di fine febbraio.

Le ultime notizie dalla guerra

Ieri notte, l’agenzia di stampa iraniana ha confermato l’elezione di Mojtaba Khamenei come nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica, mentre il conflitto si intensifica. Bombardamenti aerei continui hanno colpito Qom e Teheran, causando esplosioni e un crescente stato di panico tra la popolazione. Il Ministero degli Esteri iraniano ha denunciato gli attacchi come tentativi di disgregare l’Iran e di appropriarci delle sue risorse energetiche.

I mercati globali sentono già gli effetti del conflitto, con i prezzi del petrolio che sono aumentati di oltre il 25%. In un’intervista, il presidente Trump ha dichiarato che la decisione di terminare la guerra con l’Iran dovrà essere discussa con Netanyahu, rifiutando l’idea che Israele possa proseguire gli attacchi senza il sostegno statunitense. La situazione rimane tesa, con il sostegno di Putin a Khamenei che complica ulteriormente le prospettive.

Taccuino bellico: Un team di esperti ucraini «antidroni» in Medio Oriente

La guerra ha mosso i suoi effetti anche sui fronti della difesa. A Cipro, le forze britanniche sono in allerta, mentre la Turchia ha inviato sei caccia F-16 nelle sue basi. Creative difese antimissile sono state rafforzate a Creta, e un’unità ucraina esperta in droni è in arrivo in Giordania per assistere le forze americane. L’addestramento ucraino sta guadagnando importanza strategica, dato il loro know-how contro i droni utilizzati dai nemici, similmente a quanto già accaduto in altre occasioni.

Macron a Cipro per smarcarsi dagli Usa ma sostenere un partner europeo

Il presidente francese Emmanuel Macron si reca a Cipro per esprimere la solidarietà della Francia, evidenziando un approccio differente rispetto alla guerra promossa da Trump e Netanyahu, mentre esplorano strategie per affrontare l’aumento dei prezzi dell’energia. Macron ha menzionato la possibilità di utilizzare riserve strategiche di petrolio nel coordinare la risposta del G7 all’emergenza energetica.

Mojtaba Khamenei e la teocrazia ereditaria

Mojtaba Khamenei, figlio del leader assassinato Ali Khamenei, ha ottenuto ufficialmente la guida della Repubblica, una mossa che sottolinea la continuità dinastica all’interno del regime. Malgrado le tensioni, i leader iraniani sembrano determinati a mantenere il potere, con Khamenei che ha sfidato pubblicamente Trump sulla sovranità iraniana e il diritto del paese a decidere la propria sorte.

A Teheran, tra paura di morire e speranza di lottare

Le vite degli iraniani sono state completamente stravolte, con la città che si ritrova nel buio e sotto le macerie di un conflitto incessante. Mentre le scuole e molte attività rimangono chiuse, la popolazione cerca di sopravvivere tra paura e disperazione, sperando in un cambiamento futuro, ma vivendo in un presente di incertezze e ansie.

Guerra, sicurezza, migrazione: Ue e Turchia alleati per necessità

La crisi ha spinto le relazioni tra Unione Europea e Turchia a un livello essenziale di cooperazione. Ai tempi dei conflitti e delle crisi migratorie, il dialogo e la collaborazione fra le due parti sembrano essere l’unica via percorribile per affrontare le sfide contemporanee.

In piazza per l’8 marzo con le donne di Kiev

Il movimento femminile ucraino continua a dimostrare la sua forza e resilienza, chiedendo diritti e una pace duratura, proprio mentre lottano contro le ingiustizie interne ed esterne, sostenendo al contempo una maggiore inclusione e diritti per tutti.

La grande crisi della Spd (e il rischio per il governo tedesco)

La crisi politica in Germania si intensifica per il partito socialdemocratico, che affronta una battuta d’arresto significativa nei sondaggi. Con le prossime elezioni in arrivo, la situazione appare preoccupante sia per il partito che per l’intero governo federale.

Il Nepal elegge un rapper dopo le proteste della Gen Z

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